Archive for September, 2009

venerdì 23 ottobre 2009 ore 19.30

Wednesday, September 23rd, 2009

Una serata Leggendaria

presentazione del numero 76
“Le donne (sor)ridono”

Il (sor)riso come strategia per un conflitto amoroso, intelligente e irriverente. Con la curatrice Daniela Carpisassi, Federica Paoli, Giulia Ponsiglione, Alessandra Racca, Laura Riccioli e Maria Vittoria Vittori.

Una serata di letture, dialoghi, poesia, donne e molta ironia. Ideata e diretta da Anna Maria Crispino, “Leggendaria” ha un nucleo redazionale (Simona Bonsignori, Monica Luongo, Silvia Neonato, Bia Sarasini, Nadia Tarantini) che si avvale di un ampio circuito di collaborazioni qualificate.
Il tema di questo numero, curato da Daniela Carpisassi, è uno scandaglio divertente e divertito sull’ironia femminile: il (sor)riso come strategia per un conflitto amoroso, intelligente e irriverente.

Al dibattito Daniela Carpisassi, Federica Paoli, Giulia Ponsiglione e Maria Vittoria Vittori, per smentire l’antico adagio che le donne sono umorali e non umoriste, seriose e non spiritose.
Alle letture Laura Riccioli, per spandere sorrisi con brani ironici di scrittrici quali Virginia Woolf, Elsa Morante, Paola Masino, Natalia Ginzburg, Rossana Campo, Silvia Ballestra, Valeria Parrella.
Ciliegina sulla torta le tragicomiche incursioni poetiche della performer Signora dei Calzini, per soffiare una ventata di profonda leggerezza e ilarità in tempi tristi di veline e vacuità.

giovedì 22 ottobre 2009 ore 22

Tuesday, September 22nd, 2009

ivete.jpgA due anni dalla separazione il gruppo romano degli Ivete torna sulle scene riproponendo il suo repertorio di canzoni originali.

Dopo i live improvvisati al Circo  Massimo un passaggio quasi improvvisato al Flexi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Corso base di disegno e pittura

Tuesday, September 22nd, 2009

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12 lezioni settimanali
Per informazioni e iscrizioni:
info@libreriaflexi.it | 349/6612308

Prossimamente la libreria Flexi ospiterà un corso di disegno e pittura.
Il corso consiste in 12 lezioni con cadenza settimanale. Ogni lezione durerà circa 90 minuti. Saranno previste sessioni all’aperto per disegnare alla luce del sole. Per permettere uno svolgimento ottimale delle lezioni è previsto un numero massimo di 12 allievi.

Se siete interessati partecipate mercoledì 25 novembre alle ore 18.30 alla presentazione del corso.

Il programma del corso

  • Le basi del disegno in tutte le sue forme: impariamo a leggere i tratti di ciò che ci circonda
  • Uso dei vari strumenti tecnici: dalla matita al carboncino ed alla sanguigna
  • Osservazione della luce nei suoi aspetti, disegno dal vero e studi dei volumi
  • Uso e conoscenza dei colori: acquerello, olio, acrilico etc.
  • Studio della prospettiva
  • Avvicinamento all’arte di ieri e di oggi con accenni di “lettura dell’opera”

Il corso è collettivo e con autocorrezione, per spronare l’allievo a rendere al meglio delle sue capacità.

Per iscrizioni o per avere ulteriori informazioni rivolgersi a Massimiliano (3496612308) o scrivere a info@libreriaflexi.it

La piazza del Diamante

Monday, September 21st, 2009

Falpa, la subcomandante del gruppo di lettura Amarganta, presenta a modo suo il libro “La piazza del Diamante” di Mercé Rodoreda (La Nuova Frontiera, 2008)

Durante la lettura, arrivata circa a metà del romanzo, mi stavo innervosendo, una storia tristissima, quella di questa donna senza parole, che registra la realtà praticamente senza elaborarla, e subisce le imposizioni e le decisioni altrui. Proseguendo lo stile è cambiato, la narrazione ha iniziato ad essere più complessa e, nonostante sapessi già a grandi linee come sarebbe finita la storia (ho scoperto che c’è un motivo se le note del traduttore vengono poste in post-fazione, e che bisogna fidarsi di questa scelta editoriale e non leggerle prima del romanzo), mi sono appassionata alla vicenda. Inoltre mi sembra che alcuni elementi narrativi trasversali che congiungono le due parti del romanzo, servono a costruire una struttura complessa su quello che apparentemente potrebbe sembrare solo un esercizio stilistico sull’impoverimento del linguaggio funzionale alla narrazione. Ad esempio: la protagonista si definisce senza parole all’inizio per poi lasciarsi andare all’urlo finale liberatorio; l’importanza del nome, sostituito dal primo marito con il soprannome di Colombetta, le viene restituito dal secondo marito insieme ad un’identità negata; la prima notte di nozze che dura una settimana, la seconda che in realtà non c’è; la metafora del tarlo che scava nel legno per racchiudere se stesso in uno spazio protettivo, viene poi ribaltata nel tarlo che esce dal buchino per vedere quello che ha fatto. Comunque ci sto ancora riflettendo, è un romanzo che resta appiccicato addosso, speriamo per parecchio tempo!

“La piazza del Diamante” sarà l’oggetto della discussione del gruppo di lettura “Amarganta” sabato 26 settembre alle ore 18.

Millegiochi+1

Friday, September 18th, 2009

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A partire da quest’anno la libreria Flexi ospiterà “Millegiochi+1“, i laboratori per bambine e bambini a cura di Francesca Baragli ed Erika Manni. “Millegiochi+1″ si svolgerà dalle 16.30 alle 18.30  dal martedì al giovedì. I laboratori di arte, teatro e musica sono dedicati a bambine e bambini tra i 3 e i 12 anni. Iscriversi e partecipare è facile ed economico, con ingressi giornalieri o abbonamenti mensili. Se vi interessa e volete saperne di più, potete contattare telefonicamente Francesca (339/6748923) o Erika (347/0652279). Oppure, scrivete loro una mail all’indirizzo info@libreriaflexi.it.

domenica 18 ottobre 2009 ore 20

Friday, September 18th, 2009

Coppini Party

Coppini Party

ore 20 “Romanina Blues” documentario di Stefano Romani, con Paolo Coppini (29′)

ore 20.30 concerto e reading con Maurizio Carlini, Simone Fraschetti, BottegaSonora, Daniel Mendoza (Gli Inquilini) + Sgravo + Flake + Special Guest, TeatroPantegano

Paolo Coppini - o più semplicemente Coppini - è stato un cantautore romano (è scomparso nel 2008) la cui opera è rimasta quasi del tutto inedita e sconosciuta al grande pubblico. Nonostante questo, gode da sempre dell’appoggio di uno “zoccolo duro” di fan e di artisti che lo ha seguito fino agli ultimi anni di attività. Proprio gli artisti che lo hanno sempre seguito vogliono riconoscergli un tributo con immagini, parole e musica.

giovedì 15 ottobre 2009 ore 19.30

Tuesday, September 15th, 2009

Massimo Bordin e Walter Tocci presentano

I Think Tank
Le fabbriche delle idee in America e in Europa

di Mattia Diletti (il Mulino, 2009)
Sarà presente l’autore.

Promozione di idee, ricerca, battaglia culturale per influenzare governi e opinione pubblica. È l’attività dei think tank, “serbatoi di pensiero” sorti in America più di un secolo fa e divenuti noti al grande pubblico soprattutto durante il primo mandato di George W. Bush. Nel volume si parte dalla storia americana per capire cosa fanno esattamente questi consiglieri del principe da Roosevelt a Reagan, fino a Obama, ogni presidente ha avuto i suoi think tank - e si spiega perché abbiano messo radici anche in Italia e nel resto d’Europa. Si descrive come funziona un think tank, dalle modalità di organizzazione del lavoro agli strumenti di marketing, dai metodi di incubazione delle idee alle relazioni con gli altri attori del sistema politico. E si traccia infine un panorama dei principali think tank di casa nostra, dove ormai non c’è leader politico che faccia a meno del suo pensatoio personale.

Mattia Diletti insegna all’Università di Teramo. E’ autore di “Think Tank. Le fabbriche delle idee in America e in Europa” (Il Mulino, 2009). Collabora con diversi quotidiani e riviste.

Massimo Bordin è direttore di Radio Radicale. Conduce quotidianamente la più influente rassegna stampa radiofonica, “Stampa e regime”, premiato con il Premiolino 2009 con la seguente motivazione: “il collega che da anni ci sveglia ogni mattina con le sue puntuali, professionali e graffianti rassegne stampa, cesellando i fatti con opinioni di rara acutezza libertaria”.

Walter Tocci è deputato del Partito Democratico. Ex-vicesindaco ed assessore nell’amministrazione romana, è stato responsabile dell’area “università e ricerca” nei Ds. Dirige il Centro per la Riforma dello Stato.

Di fronte alla Sfinge

Sunday, September 13th, 2009

DI FRONTE ALLA SFINGE. CONVERSAZIONE CON ROBERTO NANNI

Cinema italiano in rivolta

di Rinaldo Censi

I film di Roberto Nanni possiedono una qualità: ciò che mostrano non è una semplice immagine della realtà; piuttosto, si muovono senza tempo, innescando associazioni ardite, perturbando questa stessa realtà filmata, interrogandola, velandola, come se fosse una materia a più strati. Questa dimensione anacronistica, è ciò che rende i suoi film sempre attuali, fiammeggianti, imprendibili, anche. «Non è tanto l’immagine che conta, quanto ciò che si realizza a partire da essa e ciò che certe immagini producono come effetti su altre immagini. Può verificarsi che il fatto di aver visto la Sfinge modifichi il modo che si ha, per esempio, di guardare un uomo che passa per strada». Queste riflessioni di Francis Bacon, rilasciate a Michel Archimbaud, ben si addicono ai film che Roberto Nanni realizza. Come uscire dalla «rappresentazione» o dalla semplice certificazione di una realtà impressionata? Forse è necessario trovarsi, una volta nella vita, di fronte alla Sfinge. Le cose non saranno mai quelle di prima.
Roberto Nanni è per noi un cineasta prezioso. L’occasione di questa conversazione è data dall’uscita di Ostinati 85/08 (Kiwido, 19 Euro) dvd + book che raccoglie parte della sua filmografia, pubblicato e voluto da Federico Carra. Con Roberto abbiamo parlato dei suoi film, di Francis Bacon, di omonimie, di Max Ophüls… e di molto altro. «Sono nato a Bologna, cresciuto nel quartiere San Donato. Non c’è un inizio, ce ne sono differenti: illuminare operazioni chirurgiche o lavorare alla produzione di Ghost Sonata di Tuxedomoon…»

Ostinati 85/08 fa un po’ il punto su quella che possiamo chiamare la tua carriera. Puoi parlarmi del tuo agire come cineasta?

Ostinati 85/08 rappresenta una selezione di soli sette film. Si occupano di realismo soggettivo e si sottraggono da ogni pretesa innovativa o d’avanguardia. Bisogna sempre vivere nel presente. Non mi occupo di cinema sperimentale, ripeto, mi occupo di realismo soggettivo. Mi svincolo dal cinema di «rappresentazione» o di «documentazione». Non sapendo come classificarmi, sono confinato nello «sperimentale». È anche vero che l’Italia è particolarmente ottusa in questo. Ho vissuto e lavorato per anni in differenti paesi e posso affermare che qui, in Italia e specialmente a Roma, sbatti la testa contro il muro. Qui hanno bisogno d’uniformi, di classificare in gruppi d’appartenenza o d’associazione, anche nel cinema. È una deriva fascistoide che include anche gli «indipendenti», i più ambigui, quelli con problemi di ruolo, quelli che fanno i registi.

Quindi che fare?

Attentare alle forme chiuse, a tutte, anche a quelle produttive. Non m’interessa catturare l’attenzione, conciliare o, orrore, consolare. Anche il cinema «indipendente» è afflitto da quest’afflato consolatorio. Non voglio rapire, catturare frammenti di realtà. Penso che il loro presunto possesso sia un problema di riproduzione illustrativa, una questione informatica atta ad occuparsi di un numero maggiore di bit o pixel, una corsa verso una riproduzione asettica e non interpretativa. La realtà m’interessa nella sua accezione interpretativa, nella sua dominante trasformazione. Quello che faccio è agire su questi frammenti. Ricorda Bacon: «Come vorrei riuscire ad afferrare anche un solo istante di questa realtà, con tutta la soggettività che quell’istante contiene, e chiuderlo in un quadro!» Realismo soggettivo: è una formula che mi sembra adatta per la mia pittura. Potrei anche citare quello che Van Gogh scriveva al fratello Théo: «Il mio più grande desiderio è imparare a cambiare e rifare la realtà. Vorrei che le mie tele fossero imprecise ed irregolari, che diventassero delle menzogne, madelle menzogne più vere della verità letterale». (Francis Bacon, Conversazione con Maïten Boisset, in Francis Bacon, Intorno alla pittura. Conversazioni, Genova, Graphos, 2000, p. 32.)

Parliamo un po’ dei film che compongono il dvd. L’Amore Vincitore. Conversazione con Derek Jarman è ormai un classico, senza tempo. Puoi parlarmi del lavoro e del tuo incontro con Jarman?

Goethe, con durezza, ammoniva Kleist. «Heinrich, sei proprio un gran testone. Se vuoi essere un autore maggiore, hai l’obbligo di vivere nel tuo tempo». Kleist, uscendo dal suo secolo ma non dal suo presente, diventò eterno, senza tempo. A Goethe non riuscì l’impresa, rimase invischiato nella rappresentazione della sua epoca. Insomma Heinrich inciampava, scivolava, era «fuori tempo», non si adeguava a rappresentare, ma diventò eterno. Il lavoro su Jarman è stato scritto e realizzato seguendo l’ostinazione di Kleist nel rifiutare i consigli di Goethe. Conobbi Derek Jarman nel 1982 o 1983, a Londra durante The Final Academy, era presente anche W.S. Burroughs. Entrambi nelle stesse ore stavano girando Pirate tapes. Ci si conosceva, avevamo molti amici in comune, come Tuxedomoon. L’incontro avvenuto nel 1993 a Roma durante la presentazione di Blue, fu il momento durante il quale realizzai L’Amore Vincitore. Conversazione con Derek Jarman. Ne L’Amore Vincitore il suo corpo diventa
un paesaggio, un luogo da percorrere.

L’Amore vincitore è anche un’esperienza auditiva…

Sai, il suono per il mio lavoro è primario, e non mi riferisco al «buon suono». Monto la scena sul suono, l’opposto di come generalmente si agisce. L’importante non è avere un «buon suono», l’importante è un suono che agisce come un istigatore e che costringa a lavorare sulla scena in modo originale. Per me, un’idea cinematografica trae origine essenzialmente dal rapporto, dallo «scontro» tra visivo e sonoro.

Citavi Bacon… questo mi fa pensare a Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi, per me il tuo film più bello.

È il verso iniziale di Tinian di Friedrich Hölderlin. Questo lavoro influenzò con potenza quello su Jarman. Posso affermare senza dubbio che fu fondamentale. È composto di frammenti esplosi, di dettagli delle masse muscolari di Mohammed Alì e Joe Frazier. Uno studio sul corpo in movimento, che, con molto lavoro, ha assunto una sua identità. Realizzai una truka artigianale per riuscire nell’intento. L’incontro con Gabriele Panico stimolò la sua conclusione, realizzando ed eseguendo una perfetta partitura.

Attraverso un vetro sporco è invece un diario realizzato a Roma, città nella quale vivi da ormai quindici anni.

Nel libro c’è un lucido intervento di Stefano Catucci, che con queste parole interpreta questo film. «Da quel momento la trasparenza della finestra diventa la soglia di compensazione fra lo sguardo e la città, un fuori che a tratti prende anche le sembianze della televisione, il nostro vetro quotidiano d’interposizione fra la vista e il mondo. Che vi sia sporco è un modo per denunciare le illusioni della trasparenza: come non può essere neutrale l’obiettivo, così non può esserlo neppure la vista, già sempre montaggio di frammenti che seguono la ricostruzione di un ordine, di una forma per principio non definitiva e revocabile. La proiezione verso un fuori che destabilizza è una costante nei film di Roberto Nanni: la parola documentario gli sta stretta se la pensiamo solo in termini di cronaca o di riproduzione, come per lo più avviene». Ho trascorso diversi anni a poche decine di metri dalla stazione Termini. È un lavoro iniziato nell’autunno ’98 e concluso l’estate dopo. Tra il mio sguardo e la strada, solamente le persiane di una finestra. Una quinta su fiumi urbani sui quali tutto scorre senza lasciare sedimenti. È un omaggio inconscio a Salò.

Nel tuo percorso hai lavorato con mostri sacri. Oltre a Brown e Jarman, anche Fluxus, De Santis, Wiseman e Moretti… autori che hanno lavorato con supporti differenti. Tu sei nato con il super 8mm., qual è il tuo rapporto con i supporti, con gli strumenti?

Fluxus, li ho conosciuti nel 1989 durante un lavoro realizzato insieme a Giuseppe Baresi e Studio Azzurro, con Fred Wiseman abbiamo condotto un seminario su cinema e follia a Trieste lo scorso novembre, un vero maestro. Mentre Moretti è stato il mio produttore per Antonio Ruju. Vita di un anarchico sardo. Per i supporti, non esiste alcun problema o questione a riguardo, in circa trent’anni ho lavorato con tutti i formati, dico tutti, pollice incluso. Quando ho iniziato a girare i primi super 8mm, avevo 16/17 anni e non c’era altro supporto. Nel 1976, era quello l’unico mezzo economico, poco costoso. Solo invertibile Kodakchrome. Mi piaceva moltissimo sotterrare le pellicole in vasi di fiori, sotto gli alberi, nei campi e nei giardini del quartiere, pellicole sia vergini che impressionate. Pellicole interrate per essere estratte al momento giusto come il vino buono, pellicole scadute, ricoperte di paste come quella per pulire le dentiere, oppure immerse per qualche tempo in liquidi anche fisiologici.

Nel dvd è presente Steven Brown reads John Keats. Puoi parlarmi del tuo rapporto con lui e con Tuxedomoon.

Conosco Steven e Tuxedomoon dal 1980. Li conobbi a Bologna e da allora sono tra le persone più care. Del 1983 è la prima collaborazione a Milano con Winston Tong, Opium. Nel 1989 a Bruxelles realizzai Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats. È un lavoro di 90 minuti realizzato per i concerti di Steven. Nel dvd ho selezionato circa 24 minuti. Con loro ho diviso esperienze vere, anche estremamente dure, ma concrete.

A proposito di anacronismi, Roberto, tu appari per la prima volta in La signora di tutti, un bellissimo film di Max Ophüls del 1934.

«Di tutti s’ignora». Sono anche attaccante argentino del Velez Sarsfield, montatore per le emittenti del primo ministro… di tutti s’ignora, è proprio così. Ophüls è stato veramente un grande regista. Lola Montez è uno dei miei film preferiti. Già ci frequentavamo.

Alias - il manifesto

Scarica la pagina originale in pdf

domenica 11 ottobre 2009 ore 17

Friday, September 11th, 2009

300+1. Un professore alle Termopili
Racconto di Emiliano Di Marco

Per bambini tra i 7 e gli 11 anni

Durante un congresso di storici il perfido Nostradamo, invidioso del successo del professor Duvolte, decide di umiliarlo pubblicamente cambiando uno dei più famosi eventi della storia: la battaglia delle Termopili… Come farà il professor Duvolte a ristabilire il giusto corso della storia? Con la sua innata capacità di viaggiare attraverso i libri, si troverà faccia a faccia con Serse e il grande Leonida, per finire a combattere in prima fila a fianco dei famosi trecento spartani. La grande Storia raccontata con tanta ironia attraverso storie spassose, piene di azione, divertimento e sorprendenti avventure.

“300+1″ è anche un libro della casa editrice “La nuova frontiera” scritto da Emiliano Di Marco e illustrato da Andrea Rivola.

sabato 10 ottobre 2009 ore 18.30

Thursday, September 10th, 2009


Massimo Roccaforte (NdA) e Pulika Calzini (Aire) presentano

Eloisa Cartonera
libri di strada dall’Argentina solidale.

nel corso della serata:

“Historia Cartonera.
Laboratori di crisi”
documentario di Pulika Calzini e Fluid Video Crew (25′)

Buenos Aires, 2003. Dopo la crisi del 2001, la città è attraversata giorno e notte da migliaia di “cartoneros”, uomini e donne costretti a raccogliere tra i rifiuti carta e cartone per poter sopravvivere. Nasce dall’incontro tra alcuni di essi e un manipolo di poeti e scrittori urbani la piccola casa editrice solidale “Eloisa Cartonera”, una risposta creativa e originale alla crisi. Massimo Roccaforte e Pulika Calzini presentano i libri e raccontano la storia straordinaria di una cooperativa argentina che produce libri con pezzi di cartone riciclato. 5000 libri prodotti all’anno, tutti ciclostilati, rilegati e colorati a mano su cartone riciclato che ora sbarcano in Italia grazie alla NdA di Massimo Roccaforte > leggi l’articolo su D - La Repubblica delle Donne.

L’iniziativa fa parte di giraMonti 2009, la prima edizione di una manifestazione itinerante per scoprire il rione Monti che non ti aspetti. Oltre alla Libreria Flexi, a giraMonti2009 partecipano la cooperativa Cotrad, il cineclub Detour e la bottega equa e solidale Oasi Urbana.

venerdì 9 ottobre 2009 ore 20

Wednesday, September 9th, 2009

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giovedì 8 ottobre 2009 ore 19

Monday, September 7th, 2009

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Incontro con Luigi Bernardi
da Senza Luce
a Carriera criminale di Clelia C.
Partecipano Gaja Cenciarelli, Grazia Lobaccaro e Carlo D’Amicis

A un anno alla pubblicazione di Senza luce e a ridosso dall’uscita di Carriera criminale di Clelia C., Luigi Bernardi parla di questi due libri e di quanto abbiano marcato i suoi progetti di scrittura. Senza luce prende il via da una storia vera. In un piccolo paese, un anziano squilibrato si mette a sparare dalla finestra, uccide alcune persone e tiene in scacco le forze dell’ordine. A sera inoltrata, la polizia decide di passare al contrattacco e, per disorientare il folle, ordina che venga tolta l’energia elettrica all’intero circondario. In questo quadro (una storia vera), si sviluppa la finzione narrativa: cento minuti, quattro storie parallele, tutte segnate dalla mancanza di luce. Carriera criminale di Clelia C. è una storia d camorra, di furbizia e di potere. È il sogno camorrista di una donna che si trova per caso dentro il teatro degli avvenimenti, perché figlia di un uomo che di crimine ha sempre vissuto, fino a morirne.

domenica 4 ottobre 2009 ore 17

Friday, September 4th, 2009

ludoteca_locandina_new.gifPresentazione di

Millegiochi + 1

laboratori per bambine e bambini
dai 3 ai 12 anni
a cura di Francesca Baragli ed Erika Manni

Da martedì 6 ottobre, alla Libreria Flexi dalle 16.30 alle 18.30 si svolgeranno laboratori di disegno, teatro e musica per bambine e bambini dai 3 ai 12 anni con Francesca Baragli ed Erika Manni. Iscriversi e partecipare ai laboratori è facile ed economico. Per avere tutte le informazioni e conoscere Francesca ed Erika, venite ad incontrarle domenica 4 ottobre 2009 alle ore 17 alla Libreria Caffè Flexi. Altrimenti, potete contattarle via mail scrivendo a info@libreriaflexi.it o chiamando i numeri 339/6748923 e 347/0652279.

giovedì 1 ottobre 2009 ore 19.30

Tuesday, September 1st, 2009

L’ultimo bandito.
Una vita rock’n'roll

di Nikki Sudden (Arcana Edizioni, 2008)
con il traduttore del libro Simone Caltabellota e l’associazione culturale Griò

Una dichiarazione d’amore verso la musica e la vita, che trasmette “In presa diretta” l’iniziazione al rock’n'roll di un ragazzino nato in una buona famiglia inglese nei primi anni Settanta. Da lì Nikki prosegue il suo racconto disegnando un grande affresco dove si alternano la folgorazione per il punk, la prima band (gli Swell Maps) e i primi successi nella scena inglese, seguiti dalla fama internazionale, i tour, l’alcol, le droghe.

“Una delle più belle ed emozionanti autobiografie che mi sia capitato mai di leggere. Era un autentico poeta ed un grandissimo, genuino, compositore di canzoni e ballate. Che suonasse di fronte ad una manciata di persone oppure davanti a locali stracolmi di gente, per lui non c’era differenza. Dava sempre il massimo, non si risparmiava. Ci sono nel libro delle cronache e delle descrizioni fantastiche di queste performances. Come anche di tutto il resto.” (Andrea Fannini*)

(more…)

Siamo a Roma, in via Clementina 9 al rione Monti.
Aperto da mercoledì a domenica dalle 18 alle 24.
Il venerdì e il sabato fino all'una. Chiuso il lunedì e il martedì.
06 489 132 54 - info@libreriaflexi.it
Come arrivare e informazioni sulla ZTL del Rione Monti.

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