lunedì 21 dicembre 2009 ore 19
Saturday, November 21st, 2009
AURORALIAA cura di Gaja Cenciarelli
Zona, 2009
«United we stand, divided we fall». In altre parole: l’unione fa la forza. Auroralia ne è la testimonianza. Agli inizi di maggio 2009, sul suo blog la scrittrice Gaja Cenciarelli lancia un’iniziativa che intendeva coniugare fotografia e scrittura. Sceglie una foto dal suo archivio (”Untitled 1987″, ribattezzata in corso d’opera “La donna volante”) e invita un gruppo di amici – scrittori, editor, giornalisti, traduttori, poeti, o anche semplicemente amanti dei buoni libri – a scrivere circa tremila battute, in prosa o in poesia, ispirate alla figura femminile sospesa in aria, che si riflette su uno specchio d’acqua. Ha ricevuto cinquanta pezzi, che pubblica in coppia su Sinestetica a partire dal 25 maggio 2009. Poi quei pezzi diventano un reading. E adesso, un libro.
Il gruppo di lettura Amarganta discute del romanzo
di David Almond (ed. Salani)
Una storia per ragazzi delicata e suggestiva, che ci permette di soffermarci anche sulla poesia di William Blake, più volte citata nel romanzo. Il libro da leggere per l’incontro di gennaio è “Un giorno questo dolore di sarà utile” di Peter Cameron (Adelphi 2007)
Andrea Natella e Antonio Caronia presentano
di Antonio Caronia (Cut Up, 2009).
e
a cura di Antonio Caronia e Giuliano Spagnul
(ed. Mimesis, 2009)
Dalla prima metà degli anni Ottanta, la fantascienza si è innestata nelle pratiche più radicali dei movimenti di opposizione che hanno attraversato il corpo della società. Di questo fermento, la prima espressione italiana fu la rivista Un’ambigua utopia dell’omonimo collettivo, uscita tra il 1977 e il 1980. Poi, la diffusione dei computer e le prime forme di connessione telematica, la scoperta del web, la pervasività dei collegamenti wireless hanno scandito e accompagnato la ristrutturazione degli ultimi decenni. Muovendosi tra letteratura e analisi politica, tra espressione artistica e attiva partecipazione alla scena controculturale, Antonio Caronia ha seguito per oltre trent’anni il filo rosso dei cambiamenti in atto. In Universi quasi paralleli raccoglie una selezione degli scritti che meglio hanno saputo interpretare : dai maestri della fantascienza come P.K. Dick, Samuel Delany, Ursula Le Guin, alle beffe mediatiche di Luther Blissett, da un raffinato uso del falso all’analisi del cyberpunk e del concetto di virtualità.
Antonio Caronia
Docente di Comunicazione all’Accademia di Brera, è studioso di scienze, tecnologia, letteratura e comunicazioni. Dal 1964 al 1977 ha svolto attività politica, e nel 1978 si unì all’attivissimo collettivo milanese “Un’ambigua utopia”, che riprendeva il sottotitolo del celebre romanzo di Ursula K. LeGuin “I reietti dell’altro pianeta”. Dagli anni ‘80 ha collaborato con Linus, Corto Maltese, il Manifesto, Videomagazine, Virtual, Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine, Virus, l’Unità, Linea d’ombra, Pulp, Flesh, Out. È direttore, con Daniele Brolli, della rivista Alphaville.
Tommaso Ottonieri presenta
Sarà presente l’autore
Cortesforza, il sobborgo immaginario narrato da Giorgio Falco, assomiglia ai comprensori residenziali di James C. Ballard. Villette e giardini costosi in quanto promettono un ambiente tranquillo, dove tutti si conoscono ma sanno rispettare gli spazi privati altrui. Però è solo uno slogan da agenzia immobiliare. Falco ci mostra che l’indifferenza reciproca e la morbosa curiosità per l’erba del vicino non sono contradditori. Anzi, si alimentano a vicenda: guardare attraverso la staccionata del vicino serve a misurare meglio il proprio spazio, a pretendere un frigorifero nuovo o un figlio, costi quel che costi.
Massimo Bordin e Giuseppe Galzerano presentano
LO STATO
di Petr Kropotkin (Galzerano Editore, 2008)
Modera Peppe Allegri.
È del 1897 il saggio su Lo Stato che il principe anarchico russo Pëtr Kropotkin avrebbe dovuto discutere in una conferenza a Parigi (nuova edizione, Galzerano Editore, 2008), se il Governo della III Repubblica del Presidente Félix Faure non gli avesse impedito di mettere piede in Francia.
Circa dieci anni dopo il giurista Santi Romano terrà la sua celebre lezione inaugurale all’Università di Pisa su Lo Stato moderno e la sua crisi. Era il termine della belle époque, la fine del “mondo di ieri”, nella “crisi di fine secolo”; la lezione di Romano, ben più fortunata di quella di Kropotkin, rinsaldò l’idea della necessità di uno stato centralista che regolasse i rapporti individuali.
Più di un secolo dopo ancora si parla, spesso a vanvera, della “fine dello Stato”; mentre quella che nel nostro traballante Stato sembra irrimediabilmente finita è solo la sinistra, così come l’Europa l’aveva conosciuta, dal 1848 in poi.
La recente, nuova pubblicazione della “conferenza mancata” di Kropotkin, da parte dell’editore Galzerano, è un’occasione per confrontarsi, senza dogmi inamovibili, né soluzioni preconfezionate (un tempo si sarebbe detto “senza dio, né padroni”) sul presente di una sinistra incapace di pensare nuove istituzioni all’altezza dei tempi.
Libertari, anarchici, radicali, riformisti, democratici, socialisti e in definitiva sinistrati di tutta Roma: è una chiamata alla discussione collettiva.
Leggi qui una recensione di Peppe Allegri.

Ruben Rigillo trumpet
Gianluca Sacco bass clarinet, soprano sax
Max Greco guitar
Franco Minissi bass
Fabio Formignani drum
DIVERSAMENTE OCCUPATIed. Guerini e Associati, 2009
presentazione del libro e delle tavole originali
Sarà presente l’autore.
“Precario” o “flessibile” non sono parole sufficienti a spiegare la condizione di chi vive senza permessi, giorni di malattia, maternità, contributi per la pensione, straordinari e ferie pagate. O di chi lavora sapendo di poter essere licenziato da un minuto all’altro senza ammortizzatori sociali ad attutire il tonfo del conto in banca. Quando hai un contratto con così tanti handicap, non sei solo precario o flessibile, ma pioniere di una nuova epoca: sei un diversamente occupato. Diversamenteoccupati.it è il nome del blog disegnato con cui Arnald provoca amare risate sul mondo del lavoro di oggi. L’editore Guerini e Associati ora hanno raccolto le migliori in un libro.
Il Gruppo di lettura Amarganta incontra al bar
Lisa Corva, nata a Trieste, ha vissuto a Milano da cui è fuggita per un misterioso Altrove. Scrittrice di articoli “finto glam” per Grazia, autrice dei romanzi Confessioni di un’aspirante madre e Glam Cheap (Sonzogno), attualmente dispensa schegge di poesia quotidiana sul giornale gratuito City, che si possono leggere e commentare anche sul suo blog www.lisacorva.it.
Con Marinella Ferranti: psicologa e psicoterapeuta, vive a Roma. Esperta in Educazione alla Relazionalità, in problemi dell’Adolescenza e dell’Adozione, già Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minori di Roma , autrice di testi sui minori e sulle adozioni.
Ultimi giorni per le iscrizioni al corso di lingua cinese per principianti. Il corso si svolgerà alla Libreria Flexi (via Clementina 9, Roma) il giovedì dalle 18 alle 19.30 e inizierà giovedì 3 dicembre. L’orario potrà subire piccole variazioni in base alle eventuali esigenze degli iscritti.
La docente si chiama Celeste Rotondi ed è appena rientrata da Pechino, dove si è specializzata in didattica della lingua cinese. Il corso è organizzato in due moduli da 13 lezioni ciascuno e riguarderà:
1. un’introduzione alla lingua cinese
2. la fonetica
3. un’introduzione alla scrittura
4. la grammatica di base
5. la conversazione, con frasi semplici di uso quotidiano.
Per chiedere informazioni e per iscrivervi, mandate una mail a info@libreriaflexi.it, oppure passate a trovarci in libreria.
Il Messaggero ci allunga la vita. Infatti, ha scelto il 2 novembre, giorno dei Morti, per dedicarci un articolo nella cronaca di Roma, un’intervista e una bella foto (segnaletica) di Massimiliano.
Ovviamente, grazie al Messaggero.
[da Carmilla] In un’epoca di artificiose costruzioni securitarie la gente si “percepisce” sempre più insicura digerendo telegiornali che minacciano l’avvento di orde di invasori migranti, bande di rom dediti a presunti sequestri di bambini, accolite di terroristi anticristiani. Per ridicolizzare questa propaganda del terrore un gruppo di attivisti del collettivo Collane di ruggine ha dato alle stampe una serie di divertenti cartoline sul tema del Babau. Chi è il Babau? La risposta arriva dagli stessi creatori del progetto: “Il Babau è l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Diverso dal terrore, più simile alla goccia che ti cade in testa e pian piano ti porta incosapevolmente alla pazzia.”
Il progetto è costituito da una serie di trenta cartoline raccolte in un cofanetto. Ogni cartolina presenta da un lato un’opera grafica e dall’altro un racconto breve. Il cofanetto, totalmente autogestito, esce sotto una licenza Creative Commons e può essere sostenuto economicamente e coprodotto attraverso Produzioni dal Basso. Su Carmilla, trovate anche due racconti, quelli di Regina Zabo e Alberto Prunetti.
Incontro con Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti
autori di
PERCHÉ LA TECNOLOGIA CI RENDE UMANI
La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali
Sironi Editore, 2009
Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos’è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di “umano”? Ha ancora senso distinguere tra naturale e artificiale? Moriggi e Nicoletti dialogano su questioni che da sempre scandiscono la storia dell’uomo, ma che oggi devono essere nuovamente decifrate. Dalle nuove reliquie “sintetiche”, ritoccate al silicone come nel caso di Padre Pio, alle immagini digitali della salma di papa Wojtyla, dalla diffusione delle protesi fisiche e di quelle emozionali, passando per cyberbadanti, hikikomori e bambole sessuali: è proprio nelle pieghe della tecnologia che gli autori trovano la chiave per riabilitare la dimensione “carnale”, per molti destinata o condannata a trasfigurarsi in post-umano.
Incontro con Antonello Sacchetti, autore di
IRAN. La resa dei conti
Infinito Edizioni, 2009.
«Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita. »
(ʿOmar Ḫayyām, Rubʿayyāt)
“Agli iraniani che mi hanno fatto sentire uno di loro” così Antonello Sacchetti inizia il suo ultimo libro, una analisi accurata della crisi che l’Iran si trova ad affrontare, un punto di vista che può aiutarci ad interpretare il turbolento periodo che sta vivendo il Paese che meno di cent’anni fa veniva chiamato Persia.
Antonello Sacchetti è giornalista pubblicista, fondatore e direttore della rivista telematica Il cassetto-L’informazione che rimane. In passato ha lavorato per Amnesty International e Save the Children Italia e come redattore in diverse testate. Per la Infinito edizioni ha pubblicato I ragazzi di Teheran (giugno 2006), Misteri persiani (ottobre 2008) e Iran. La resa dei conti (2009).
A seguire: VIAGGIO IN IRAN
Racconto fotografico di Daniela Re e Fabrizio Mastroleo.
Un viaggio nell’Iran occidentale, attraverso l’Azerbaigian iraniano, il Luristan, il Kurdistan iraniano e tutta la catena dei monti Zagros. Un territorio ricco di storia, paesaggi, architettura, minoranze linguistiche e diverse fedi e religioni. Un viaggio nella splendida e multiforme cultura persiana.
Fabrizio Mastroleo ex giornalista, viaggiatore, appassionato di oriente, di storia e geopolitica. Ha viaggiato in Cina, India, Turknmenistan, Armenia, Azerbaijan, Iran, Uzbekistan.
Daniela Re architetta energetica, appassionata dell’arte e dell’architettura del medio e vicino oriente e delle soluzioni tencologiche dell’architettura tradizionale. Ha viaggiato in Siria, Palestina, Yemen, Armenia, Iran.
di pwd, da Anobii.com
L’”accabadora” è la donna che si incarica a nome della comunità di mettere fine alle sofferenze. Solitamente, sui giornali, l’eutanasia rientra sotto il capitolo “bioetica”, la nuova morale che dovrebbe tenere conto della scienza. Michela Murgia ci mostra come la bioetica, la scienza, il Progresso e gli ospedali non c’entrino niente: “Accabadora” si svolge nella Sardegna contadina degli anni ‘50. Dunque, si tratta di politica: di come una comunità si prenda cura dei suoi membri fino in fondo, e se ne assuma le responsabilità. L’accabadora, però, detiene il libero arbitrio e, se non si fida dei suoi simili, può rifiutare di dare la morte che essi le chiedono (a maggior ragione, una donna ha il diritto di abortire?) Poco importa se l’accabadora sia esistita o no: conta che l’”Accabadora” lavori per tutti, per noi. Solo quando lavora per sé sbaglia. Ma non è l’errore che fa ogni potere?
Accabadora verrà presentato da Bia Sarasini alla Libreria Flexi giovedì 5 novembre alle 19.