A cerchiata
Sabato 24 gennaio 2009 ore 19
Luca Villoresi e Ferro Piludi presentano
“(A) cerchiata.
Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo”
Iconoclasti e Gianluca Chinnici (Elèuthera, 2008)
Degustazione di Anarkos. Un vino contro.
Video e fotografie sulle più belle immagini della (A) dal mondo.
Oggi la (A) cerchiata è talmente conosciuta e riconosciuta che ha finito con l’essere considerata un simbolo tradizionale, dando l’impressione di esserci “da sempre”. In realtà, come ci raccontano i suoi inventori, Amedeo Bertolo e Tomás Ibañez, essa è poco più di una parvenue dell’iconografia libertaria: la (A) nasce nel 1964 a Parigi in un piccolo gruppo di giovani anarchici franco-spagnoli, ma comincia la sua vita pubblica proprio a Milano nel 1966 sui volantini e sui manifesti del gruppo Gioventù Libertaria: un nuovo segno grafico usato dapprima in modo “sperimentale”, poi regolare, che è infine rotolato sui muri di tutta Europa. Le cause della rapida e intensa fortuna? Soprattutto la grande semplicità che fa della (A) uno dei segni grafici più immediati (come la croce, la falce-martello, la svastica…) con l’evidente pregio di poter essere graffitata sui muri in 5 secondi netti…
La (A) inizia dunque a viaggiare libera per il mondo carica di passione libertaria, ma ben presto un altro soggetto comincia a veicolarla con grande forza: la cultura punk, che traghetta il segno dalle strade dell’Europa occidentale a quelle di tutti gli altri paesi, in particolare del Nord-America e degli ex Paesi dell’Est. Proprio questo salto dall’attivismo libertario all’immaginario artistico e musicale dà il via alle interpretazioni più ardite e agli usi e abusi più bizzarri, fino allo sfruttamento commerciale del segno, con l’americana Eastpack che produce una linea di zainetti con la (A) di serie, rigorosamente registrata come Anarchy™.
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