sabato 6 marzo 2010 ore 18.30

cover_grattarola.jpgRoberta Lerici, David Frati e Luigi Milani presentano

INGIUSTIZIA È FATTA

di Gian Paolo Grattarola (Edizioni Creativa, 2009).
Sarà presente l’autore.

Ingiustizia è fatta (Edizioni Creativa) è un romanzo liberamente ispirato ad una vicenda realmente accaduta. È la denuncia coraggiosa di una verità insopportabile da parte di una donna a cui il Tribunale dei Minori ha sottratto la figlia per affidarla al padre, ignorando che su di esso pende l’orrenda accusa di aver usato violenza su di lei prima e sulla figlia dopo. L’autore narra la lotta disperata di questa donna contro un sistema ingiusto e corrotto.

Roberta Lerici è responsabile per il Lazio del Movimento per l’Infanzia e Responsabile Infanzia per l’Italia dei Valori. David Frati è direttore della rivista Mangialibri. Luigi Milani è giornalista e scrittore.

mercoledì 24 febbraio 2010 ore 18.30

Gaja Cenciarelli presenta con l’autrice

FETISH SEX

di Cristiana Danila Formetta
Prefazione di Francesca Mazzucato
Ed. L’orecchio di Van Gogh, 2009

Le origini del fetish risalgono agli anni ‘20 quando, per reagire al proibizionismo, l’America meno puritana decise di rincorrere un divertimento anche più pericoloso del consumo di alcolici. In questo clima di repressione sociale e sessuale, il fetish attecchì e si diffuse in fretta, proprio come un’erba cattiva. Nel periodo che va dagli anni ‘30 agli anni ‘60, sulle pagine delle riviste rivolte al pubblico femminile, si cominciò a scrivere esplicitamente di solitudine, omosessualità e amori che non sempre avevano un lieto fine. Ma con gli anni ‘60 i tempi erano maturi per un cambiamento, ed il fetish, lo spanking, il bondage, vennero ampiamente sdoganati da fumetti cult come Guendalina, eroina vestita di pelle nera e armata di frusta, e da una moda che mescolava pelle, plastica e borchie, capi dell’abbigliamento S/M che ritroviamo attuali anche oggi. È all’interno di questo immaginario che si dipanano gli otto racconti di Cristiana Formetta.

2009: la classifica!

I libri più venduti al Flexi nel 2009:

1) Come cambia l’America
2) Nessuna scuola mi consola
3) Uomini che odiano le donne
4) Auroralia
5) Clandestini
6) Altai
7) Diversamente occupati
8) Le correzioni
9) Accabadora
10) Iran. La resa dei conti
11) Middlesex
12) I think tank
13) Le figlie di Lilith
14) La Baia dei pirati
15) Giulia e Maria
16) La regina dei castelli di carta
17) Compagno Darwin
18) La mia vita disegnata male
19) Anarchy in the EU
20) La ragazza che giocava con il fuoco

Classifica dall’inizio (dicembre 2007):

1) Mattia Diletti, Martino Mazzonis, Mattia Toaldo - Come cambia l’America
2) Neil Swaab - Mr. Wiggles
3) Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne
4) Carlo Costa e Lorenzo Teodonio - Razza partigiana
5) Banksy - Wall and Piece
6) Jonathan Franzen - Le correzioni
7) Chiara Valerio - Nessuna scuola mi consola
8) Gaja Cenciarelli (a c. di) - Auroralia
9) Marco Di Domenico - Clandestini
10) Wu Ming - Altai
11) Arnald - Diversamente occupati
12) Agota Kristof - Trilogia della città di K.
13) Calendario 2009 Orecchio Acerbo
14) Michela Murgia - Accabadora
15) Roberto Saviano - Gomorra
16) Antonello Sacchetti - Iran. La resa dei conti
17) Jeffrey Eugenides - Middlesex
18) Mattia Diletti - I think tank
19) Stieg Larsson - La ragazza che giocava con il fuoco
20) Valeria Palumbo - Le figlie di Lilith

giovedì 28 gennaio 2010 ore 21

Incontro con Simone Perotti, autore di

ADESSO BASTA
Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta

Ed. Chiarelettere, 2009

“Non si nasce liberi, lo si diventa. Non basta sperare, è necessario osservare una certa disciplina per realizzare i propri sogni.” (Bjorn Larsson)

Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne?
Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting (“scalare marcia, rallentare il ritmo”) è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l’autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L’insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un’occasione per ripensarci.

mercoledì 27 gennaio 2010 ore 19

copertinamorteagliitaliani.jpgPresentazione di

MORTE AGLI ITALIANI
Il massacro di Aigues-Mortes

di Enzo Barnabà
con una prefazione di Gianantonio Stella e un’introduzione di Alessandro Natta (Infinito Edizioni, 2008)
Sarà presente l’autore.

Gli italiani che a Rosarno “sparano sui negri” sicuramente non ricordano il massacro di Aigues-Mortes: il 17 agosto 1893, nove operai italiani immigrati furono linciati da una folla inferocita, e la strage rappresenta un episodio capitale nella storia dei rapporti tra l’Italia e la Francia.

«Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova denunciando “segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un’informazione che deforma la realtà”, si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più» (dalla prefazione di Gian Antonio Stella) > Leggi le recensioni

Lo Stato alterato delle coscienze di sinistra: affinità e divergenze dal compagno Kropotkin a noi.

Note a margine di  Lo Stato, di Pëtr Kropotkin, Galzerano editore, (2008)
di  Peppe Allegri
“È soprattutto la questione dello Stato quella che divide i socialisti”: così quasi l’incipit di Lo Stato, pamphlet (riproposto per i tipi di Galzerano editore, 2008, 10 €, pp. 105) che raccoglie la “conferenza mancata” di Pëtr Kropotkin, invitato a Parigi nel 1897 dai suoi compagni anarchici, ma respinto dal governo della III Repubblica francese, come ospite indesiderato. Del resto quelli erano gli anni dei tumulti insurrezionali in giro per l’Europa, dei “sovversivi” che verranno massacrati dalle cannonate di Bava Beccaris, di socialisti e anarchici che si organizzano per cambiare – chi volendo riformare, chi volendo abbattere – le istituzioni; monarchiche o repubblicane che siano. E Kropotkin parte dalla spaccatura del movimento anarchico e socialista sulla possibilità di “compiere la rivoluzione sociale nell’orbita dello Stato”, ovvero di “abolirlo”, questo Stato. Inutile nascondere che nella ricostruzione del principe russo si parteggia per il superamento-abolizione dello Stato e la fondazione di nuove istituzioni, per “organizzarsi sulle basi del libero accordo, della libera iniziativa dell’individuo, della libera federazione degli interessati”.

È un’ampia e al contempo sintetica ricostruzione storica delle forme di organizzazione delle società quella che ci propone Kropotkin, che non a caso aveva titolato il volume “L’Ètat, son rôle historique”; assegnando quindi una dimensione temporale allo Stato e alla sua ideologia, con un inizio databile con l’Impero romano, e una fine che si auspicava immediata. In particolare è un modo per raccontare la Storia delle esperienze di organizzazione alternative al dominio sovrano dell’autorità statale, dalle tribù ai movimenti operai e socialisti di fine Ottocento: il possesso comune della terra; il comune di villaggio; il movimento comunalista del XII secolo; i comuni e le città libere che poi si federeranno sulla base di liberi accordi; le guilde dell’autorganizzazione sociale; le fratellanze, la nuova comune a venire. Tutte istituzioni condivise dai consociati, fuori dal comando e dall’obbedienza alla “tradizione imperiale, romana e canonica”, che obbliga a idolatrare Stato e Chiesa, dentro modi di produzione delle regole che non siano centralizzati, autoritari e gerarchico-piramidali. Perché il bello dell’impostazione di questo volumetto è nella capacità di affiancare un’inedita ricostruzione delle istituzioni, insieme con un’analisi degli strumenti regolativi che una comunità associata si dà, al di là del normativismo della legge statale.

Si possono leggere molte cose dentro queste novanta assai ricche pagine. In controluce può intravedersi il contesto culturale in cui nasce l’”istituzionalismo”  di Santi Romano in Italia e di Maurice Hauriou, Léon Duguit e Adhémar Esmein in Francia. Le masse organizzate che vogliono entrare da protagoniste nella vita politico-istituzionale e gli accademici giurisperiti che reagiscono codificando il droit social e immaginando un “pluralismo istituzionale” che non può, e non vuole, fare a meno dello Stato sovrano. Eppure si scorgono le sperimentazioni del socialismo municipale strappato dentro la Terza Repubblica, tra l’autorganizzazione operaia per i primi servizi comuni e i municipi rossi che verranno. C’è intorno il sincero slancio di laicismo e di autonomia della tradizione radicale francese. Aleggia poi una sensazione di pericolo per la tendenza di una parte dei socialisti a prendere la strumentazione statale come meccanismo per operare la trasformazione sociale; e come non pensare a quello che succederà dopo il 1929 negli States e dopo la seconda guerra mondiale in Europa, con il grande patto sociale fordista tra capitale e forza lavoro, in un’ottica keynesiana. E sembra inaspettatamente tornare di attualità il confronto con le soluzioni socialdemocratiche, se anche Tony Judt, nell’ultimo numero dell’anno di The New York Review of Books, si interroga, quasi crocianamente, su ciò “che è vivo e ciò che è morto delle socialdemocrazie”, finendo col prospettare un’ambigua “socialdemocrazia della paura”1.

Ma poi, soprattutto, ci sono pagine splendide di ribellione contra l’oppressiva burocrazia statale e la funzione iper-regolativa dello Stato, che sembra anticipare di un secolo alcune critiche all’ipertecnicismo normativo delle istituzioni comunitarie, in particolare della Commissione. Quindi un’esortazione continua a rifiutare l’educazione alla servitù volontaria, all’obbedienza, al comando e alla disciplina che rendono schiavi. Si potrebbe tornare a Etienne de la Boétie e il suo Contr’un, ovvero Discorso sulla servitù volontaria; ma anche guardare a noi e alla Millennium People del compianto Ballard, o all’elogio delle affinità nei “nuovissimi movimenti sociali” narrate da Richard J.F. Day, piuttosto che al Commonwealth che verrà, raccontato da Negri e Hardt, o all’Anarchy in the EU di Alex Foti, che in questi giorni marcia su Copenhagen, per la giustizia climatica e sociale nell’intero pianeta.

Suggestioni che in ogni caso ci danno un più ampio respiro, se paragonato all’afonia della sinistra politica e intellettuale italiana, incapace di pensare fuori dai dogmi del partito, dello Stato e del lavoro, terribili parole che essa stessa a contribuito a stravolgere nell’assordante silenzio, quando non nell’inetta azione, che ha contraddistinto il suo atteggiamento nel lungo trentennio ultra-liberista.

A dieci anni da Seattle e a un secolo in più dalle pagine di Pëtr Kropotkin c’è un’altra immaginazione, assai lontana da quella della sinistra tradizionale, da mettere in campo per pensare e praticare le nuove istituzioni dell’autonomia e della libertà nella giustizia sociale, a partire da inedite “fratellanze” possibili sulla questione sociale al tempo della crisi.

[1]Tony Judt, What is Living and What Is Dead in Social Democracy?, in The New York Review of Books, vol. LVI, n° 20, pp. 86-96; in rete: http://www.nybooks.com/articles/23519.

giovedì 7 gennaio 2010 ore 19.30

Presentazione di

LE TIGRI DI TELECOM
Dossier, investicazioni e assalti informatici. La sicurezza italiana e le sue deviazioni attraverso un eclatante scandalo mediatico

di Andrea Pompili (Stampalternativa 2009)

Interverranno l’autore e Federico Sesler, redattore della community Ready64.org.

“Vedrà, alla fine tutto si ridurrà a una questione di tre amici al bar”.

Con questo avvertimento Telecom comunicava all’autore di aver trovato la sua zona grigia e di essere disponibile a tutto perché tale rimanesse. Il problema di capire chi ne avrebbe fatto parte fu delegato alla Procura di Milano, in quel momento sulle tracce di dossier, intercettazioni e incursioni informatiche per quello che sarebbe diventato lo “scandalo Telecom-Sismi”. Ma come si è arrivati a tutto questo? La sfida della sicurezza aziendale e delle sue deviazioni viene ricostruita attraverso l’esperienza diretta dell’autore, coordinatore del progetto Tiger Team di Telecom Italia: il gruppo che, secondo le accuse, avrebbe preso di mira diverse realtà aziendali tra cui “Il Corriere della Sera”.

il blog del libro

sabato 19 dicembre 2009 ore 18.30

auroralia-copertina-solo-prima.jpgAURORALIA
Due linguaggi, una sola arte. Storia di un’idea

A cura di Gaja Cenciarelli
Zona, 2009

«United we stand, divided we fall». In altre parole: l’unione fa la forza. Auroralia ne è la testimonianza. Agli inizi di maggio 2009, sul suo blog la scrittrice Gaja Cenciarelli lancia un’iniziativa che intendeva coniugare fotografia e scrittura. Sceglie una foto dal suo archivio (”Untitled 1987″, ribattezzata in corso d’opera “La donna volante”) e invita un gruppo di amici – scrittori, editor, giornalisti, traduttori, poeti, o anche semplicemente amanti dei buoni libri – a scrivere circa tremila battute, in prosa o in poesia, ispirate alla figura femminile sospesa in aria, che si riflette su uno specchio d’acqua. Ha ricevuto cinquanta pezzi, che pubblica in coppia su Sinestetica a partire dal 25 maggio 2009. Poi quei pezzi diventano un reading. E adesso, un libro.

sabato 19 dicembre 2009 ore 18.00

Il gruppo di lettura Amarganta discute del romanzo

SKELLIG

di David Almond (ed. Salani)

Una storia per ragazzi delicata e suggestiva, che ci permette di soffermarci anche sulla poesia di William Blake, più volte citata nel romanzo. Il libro da leggere per l’incontro di gennaio è “Un giorno questo dolore di sarà utile” di Peter Cameron (Adelphi 2007)

venerdì 18 dicembre 2009 ore 21

Andrea Natella e Antonio Caronia presentano

UNIVERSI QUASI PARALLELI
Dalla fantascienza alla guerriglia mediatica

di Antonio Caronia (Cut Up, 2009).
e

UN’AMBIGUA UTOPIA
Ristampa dei numeri 1-9

a cura di Antonio Caronia e Giuliano Spagnul
(ed. Mimesis, 2009)

Dalla prima metà degli anni Ottanta, la fantascienza si è innestata nelle pratiche più radicali dei movimenti di opposizione che hanno attraversato il corpo della società. Di questo fermento, la prima espressione italiana fu la rivista Un’ambigua utopia dell’omonimo collettivo, uscita tra il 1977 e il 1980. Poi, la diffusione dei computer e le prime forme di connessione telematica, la scoperta del web, la pervasività dei collegamenti wireless hanno scandito e accompagnato la ristrutturazione degli ultimi decenni. Muovendosi tra letteratura e analisi politica, tra espressione artistica e attiva partecipazione alla scena controculturale, Antonio Caronia ha seguito per oltre trent’anni il filo rosso dei cambiamenti in atto. In Universi quasi paralleli raccoglie una selezione degli scritti che meglio hanno saputo interpretare : dai maestri della fantascienza come P.K. Dick, Samuel Delany, Ursula Le Guin, alle beffe mediatiche di Luther Blissett, da un raffinato uso del falso all’analisi del cyberpunk e del concetto di virtualità.

Antonio Caronia
Docente di Comunicazione all’Accademia di Brera, è studioso di scienze, tecnologia, letteratura e comunicazioni. Dal 1964 al 1977 ha svolto attività politica, e nel 1978 si unì all’attivissimo collettivo milanese “Un’ambigua utopia”, che riprendeva il sottotitolo del celebre romanzo di Ursula K. LeGuin “I reietti dell’altro pianeta”. Dagli anni ‘80 ha collaborato con Linus, Corto Maltese, il Manifesto, Videomagazine, Virtual, Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine, Virus, l’Unità, Linea d’ombra, Pulp, Flesh, Out. È direttore, con Daniele Brolli, della rivista Alphaville.

venerdì 18 dicembre 2009 ore 18.30

Tommaso Ottonieri presenta

L’UBICAZIONE DEL BENE
di Giorgio Falco (Einaudi, 2009).

Sarà presente l’autore

Cortesforza, il sobborgo immaginario narrato da Giorgio Falco, assomiglia ai comprensori residenziali di James C. Ballard. Villette e giardini costosi in quanto promettono un ambiente tranquillo, dove tutti si conoscono ma sanno rispettare gli spazi privati altrui. Però è solo uno slogan da agenzia immobiliare. Falco ci mostra che l’indifferenza reciproca e la morbosa curiosità per l’erba del vicino non sono contradditori. Anzi, si alimentano a vicenda: guardare attraverso la staccionata del vicino serve a misurare meglio il proprio spazio, a pretendere un frigorifero nuovo o un figlio, costi quel che costi.

> leggi la nostra recensione

sabato 5 dicembre 2009 ore 19

DIVERSAMENTE OCCUPATI
di Arnald

ed. Guerini e Associati, 2009
presentazione del libro e delle tavole originali
Sarà presente l’autore.

“Precario” o “flessibile” non sono parole sufficienti a spiegare la condizione di chi vive senza permessi, giorni di malattia, maternità, contributi per la pensione, straordinari e ferie pagate. O di chi lavora sapendo di poter essere licenziato da un minuto all’altro senza ammortizzatori sociali ad attutire il tonfo del conto in banca. Quando hai un contratto con così tanti handicap, non sei solo precario o flessibile, ma pioniere di una nuova epoca: sei un diversamente occupato. Diversamenteoccupati.it è il nome del blog disegnato con cui Arnald provoca amare risate sul mondo del lavoro di oggi. L’editore Guerini e Associati ora hanno raccolto le migliori in un libro.

giovedì 3 dicembre 2009 ore 19.30

Incontro con Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti
autori di
PERCHÉ LA TECNOLOGIA CI RENDE UMANI
La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali

Sironi Editore, 2009

Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare il corpo come mai in altre epoche: cos’è dunque diventata la carne oggi? Di quali emozioni e passioni è capace, quali diritti può ancora esercitare? Ma poi, si può ancora parlare di “umano”? Ha ancora senso distinguere tra naturale e artificiale? Moriggi e Nicoletti dialogano su questioni che da sempre scandiscono la storia dell’uomo, ma che oggi devono essere nuovamente decifrate. Dalle nuove reliquie “sintetiche”, ritoccate al silicone come nel caso di Padre Pio, alle immagini digitali della salma di papa Wojtyla, dalla diffusione delle protesi fisiche e di quelle emozionali, passando per cyberbadanti, hikikomori e bambole sessuali: è proprio nelle pieghe della tecnologia che gli autori trovano la chiave per riabilitare la dimensione “carnale”, per molti destinata o condannata a trasfigurarsi in post-umano.

mercoledì 2 dicembre 2009 ore 20.30

Incontro con Antonello Sacchetti, autore di
IRAN. La resa dei conti
Infinito Edizioni, 2009.

«Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita. »
(ʿOmar Ḫayyām, Rubʿayyāt)

“Agli iraniani che mi hanno fatto sentire uno di loro” così Antonello Sacchetti  inizia il suo ultimo libro, una analisi accurata  della crisi che l’Iran si trova ad affrontare, un punto di vista che può aiutarci ad interpretare il turbolento periodo che sta vivendo il Paese che meno di cent’anni fa veniva chiamato Persia.
Antonello Sacchetti è giornalista pubblicista, fondatore e direttore della rivista telematica Il cassetto-L’informazione che rimane. In passato ha lavorato per Amnesty International e Save the Children Italia e come redattore in diverse testate. Per la Infinito edizioni ha pubblicato I ragazzi di Teheran (giugno 2006), Misteri persiani (ottobre 2008) e Iran. La resa dei conti (2009).

12122008iran.gifA seguireVIAGGIO IN IRAN
Racconto fotografico di Daniela Re e Fabrizio Mastroleo.

Un  viaggio nell’Iran occidentale, attraverso l’Azerbaigian iraniano, il Luristan, il Kurdistan iraniano e tutta la catena dei monti Zagros. Un territorio ricco di storia, paesaggi, architettura, minoranze linguistiche e diverse fedi e religioni. Un viaggio nella splendida e multiforme cultura persiana.

Fabrizio Mastroleo ex giornalista, viaggiatore, appassionato di oriente, di storia e geopolitica. Ha viaggiato in Cina, India, Turknmenistan, Armenia, Azerbaijan, Iran, Uzbekistan.
Daniela Re architetta energetica, appassionata dell’arte e dell’architettura del medio e vicino oriente e delle soluzioni tencologiche dell’architettura tradizionale. Ha viaggiato in Siria, Palestina, Yemen, Armenia, Iran.

sabato 28 novembre 2009 ore 18.30

Andrea Cotti presenta

CATTIVO
di Alessandro Berselli (Perdisa, 2009)

Sarà presente l’autore.

Cosa può nascondersi dietro il candore di un adolescente? Luca Parmeggiani ha diciassette anni. Scuola, ragazze, musica: sembrerebbe un ragazzo come tanti, ma ciò che mostra non è che una maschera. Il suo diario racconta ben altro: l’ambizione di consumare violenza e crimine, l’indole e l’intelligenza algida di un cattivo autentico. Una storia narrata dalla voce disubbidiente del protagonista, per una prosa ricca di trovate linguistiche e soluzioni inaspettate.

Alessandro Berselli (Bologna, 1965) ha iniziato la sua carriera come umorista sulle riviste “Comix” e “L’apodittico”. Le sue Lettere al condominio, ciniche e nerissime, hanno catturato l’attenzione di Maurizio Costanzo che, nel 1992, lo ha invitato al Maurizio Costanzo Show. Nel 2003 ha pubblicato i primi racconti noir, in bilico tra pulp e letteratura psicologica. Con il romanzo Storie d’amore di morte e di follia ha vinto il concorso ARPANET nel maggio 2005. Il suo ultimo romanzo è Io non sono come voi (Pendragon, 2007).

Andrea Cottii (San Giovanni in Persiceto, 24 gennaio 1971) per circa cinque anni ha gestito una libreria. Dapprima ha pubblicato alcune raccolte di poesia: Per interposta persona, Da quale fuoco (segnalato al Premio Montale, al Premio DeltaPOesia, vincitore del Premio Italo Alighiero Chiusano) e La fede del poco e del meno. Per quanto riguarda le opere di narrativa ha pubblicato invece Tre, la raccolta di racconti Lo stesso discorso di sempre e Che brutto nome mi hanno dato, Stupido e Francesco vola (questi ultimi sono romanzi per ragazzi). La sua ultima opera è Un gioco da ragazze, da cui è stato tratto l’omonimo film. Scrive anche sceneggiature (L’Ispettore Coliandro, Un Gioco da ragazze, Mare Piccolo, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio).

(more…)

venerdì 27 novembre 2009 ore 19

ZONA DEL SILENZIO

presentazione del libro (Minimum Fax, 2009)
mostra delle tavole originali
disegno dal vivo
con gli autori Alessio Spataro e Checchino Antonini

All’alba del 25 settembre del 2005, un diciottenne muore a Ferrara, pochi minuti dopo essere stato fermato dalla polizia. La storia di Federico Aldrovandi sarebbe semplicemente questa, se una madre veramente coraggiosa non avesse aperto un blog per battersi per una giustizia negata. Da quel blog e da un lavoro di inchiesta di tre anni nasce Zona del silenzio.
Un romanzo a fumetti che utilizza questo «normale» episodio di tragica violenza tutto italiano per raccontare una piccola storia di resistenza e di amicizia. Quella di un giornalista e un giovane studente che si mettono in cerca della verità sulla morte di Federico, e che finiranno per scoprire molto anche su loro stessi.

sabato 21 novembre 2009 ore 18.30

Monica Mazzitelli presenta

CORPI ESTRANEI

di Paola Ronco (Perdisa, 2009)

Un poliziotto tormentato, una combattiva studentessa universitaria, una fragile addetta stampa precaria. Perché l’agente Cabras non parla con nessuno? Come mai ad Alessia si ferma il respiro in gola ogni volta che vede una divisa? E cosa impedisce a Silvia di cominciare con serenità una vita a due nella casa appena comprata? Tre esistenze, un filo sanguinoso che le unisce, otto giorni che potrebbero cambiarle per sempre, in una Torino che assiste immobile ai crimini di una banda inafferrabile.

Paola Ronco è nata a Torino nel 1976 e vive a Genova. Il suo primo romanzo, ancora inedito, è stato finalista al Premio Calvino 2006. Ha partecipato con un racconto alla raccolta Tutti giù all’inferno, Giulio Perrone Editore, 2006, a cura di Monica Mazzitelli. Altri suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista “Carta”.

Monica Mazzitelli, romana, è scrittrice, filmmaker, mediattivista. Ha curato la raccoltadi racconti “Tutti giù all’inferno” uscita per Giulio Perrone Editore a Settembre 2007. Ha pubblicato racconti nei volumi “Il lavoro e i giorni” (Ediesse), “Allupa allupa” (DeriveApprodi, 2006) e “Copyleft” (Gaffi Editore, 2005). Ha realizzato alcuni booktrailers di romanzi per alcuni autori tra i quali Lidia Ravera, Wu Ming, Mario Desiati,  Monica Viola, Francesco Fagioli, Kai Zen. Da settembre 2002 a febbraio 2009 ha fondato e coordinato il gruppo de iQuindici, lettori volontari della Wu Ming Foundation.

Guarda il video di “Corpi estranei”.

venerdì 20 novembre 2009 ore 19

Gaja Cenciarelli e Stefania Portaccio presentano

Soprassotto
di Fabio Ciriachi (Palomar, 2009)

Sarà presente l’autore

Romanzo di formazione e, insieme generazionale, che prende avvio ai nostri tempi (12 gennaio 2008) e rivisita a ritroso la storia del “giovane sessantenne” Ivan. “Soprassotto” è un romanzo consigliabile: a chi il Sessantotto l’ha vissuto, perché ci si riconoscerà, s’indignerà, scoprirà ancora qualcosa; ai genitori, che non sanno trovare il tempo e le parole per raccontare ai loro figli il mondo da cui provengono; ai ragazzi che conoscono gli anni Settanta solo per i discorsi generici o filtrati dall’ideologia: potranno scoprire quanto i problemi dei loro genitori assomigliassero ai loro e quanto la conoscenza del passato aiuti a smascherare il presente.

Fabio Ciriachi è nato a Roma, dove vive e lavora. Nel 1990 ha vinto la sezioni inediti del Premio Montale. Ha pubblicato le raccolte poetiche L’arte di chiamare con un filo di voce (Empiria, 1999) e Il giardino urbano (Empiria, 2003). Ha pubblicato racconti in antologie e il libro (di racconti) Azzurro-cielo e verde-pistacchio (Edimond, 2008).

Gaja Cenciarelli vive a Roma. Laureata in lingue, ha lavorato per anni in diverse case editrici e ora traduce dall’inglese narrativa e saggistica. Suoi racconti sono apparsi sulle riviste «Accattone» e «Carta», in alcune antologie pubblicate (tra cui Allupa Allupa, DeriveApprodi, 2006) e in via di pubblicazione. È caporedattrice di vibrisselibri. Ha pubblicato due libri: Il cerchio (Edizioni Empirìa, 2003), ed Extra Omnes – L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Editrice Zona, 2006).

Stefania Portaccio è nata a Lecce ma vive a Roma. Nel 1986 ha vinto il Premio Montale per la categoria “Inediti”. Ha pubblicato poesie e racconti su diverse riviste. Ha pubblicato i libri “Contraria Pentecoste” nel 1996 e “Continenti” nel 2007.

giovedì 19 novembre 2009 ore 19.30

FLEXIstoria

Daniele Vicari e Piero Bevilacqua presentano

IL VIRUS DEL BENESSERE
Ambiente, salute, sviluppo nell’Italia repubblicana

di Saverio Luzzi (Laterza, 2009).
In collaborazione con Am.i.Gi. Sarà presente l’autore.

Dalla corsa all’industrializzazione alla presa di coscienza ambientalista, dall’Italia rurale del secondo dopoguerra alle manifestazioni della cittadinanza contro la Tav, il passo è lungo. Mentre con il boom economico l’ambiente si trasforma in risorsa per lo sfruttamento industriale, un fenomeno nuovo e inizialmente sottovalutato fa la sua comparsa: l’inquinamento. Occorrerà attendere il ‘68, e più ancora il ‘76 (anno dei disastri di Seveso e Manfredonia), perché l’opinione pubblica se ne avveda e ne riconosca i letali fattori di rischio. La sciagura di Chernobyl, nell’86, rappresenta un ulteriore passaggio di livello: i danni, si dice, sono divenuti globali. È l’inizio di una escalation esponenziale. Oggi la stragrande maggioranza delle patologie che ci minacciano include, tra le concause della loro vastissima diffusione, le gravi alterazioni ambientali. Saverio Luzzi racconta la prima storia sociale di oltre sessant’anni di inquinamento nel nostro Paese e le radicali mutazioni del rapporto uomo-natura.

Saverio Luzzi ha conseguito il dottorato di ricerca in Lettere all’università “La Sapienza” di Roma. Nel 2004 ha pubblicato “Salute e sanità nell’Italia repubblicana” per l’editrice Donzelli.

Piero Bevilacqua è Professore Ordinario di Storia Contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le sue opere più note, spiccano Le Campagne nel Mezzogiorno tra fascismo e dopoguerra: il caso Calabria (Einaudi, Torino 1980), il fortunato saggio Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento ad oggi (Donzelli, Roma 1993), i volumi Venezia e le acque: una metafora planetaria (Donzelli, Roma 1995) e Demetra e Clio. Uomini e ambiente nella storia (Donzelli, Roma 2001), nonché il recente La terra è finita. Breve storia dell’ambiente (Laterza, Roma-Bari 2006).

Daniele Vicari ha realizzato diversi film documentari e di finzione. Nel 2003, con Velocità Massima, in concorso alla mostra del cinema di Venezia, vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Nel 2005, con L’orizzonte degli eventi, partecipa al festival di Cannes nella sezione “Semaine de la Critique”. Nel 2007, con il documentario Il mio paese, riceve un secondo David di Donatello per il miglior documentario di lungometraggio. Nel 2008 è uscito Il passato è una terra straniera.

giovedì 12 novembre 2009 ore 19.30

Tommaso Pincio, Vincenzo de Cecco e Riccardo Staglianò presentano

Miss Little China
Sudano, sognano, piangono. L’Italia dei cinesi

Dvd+libro di Vincenzo de Cecco, Riccardo Cremona, Riccardo Staglianò e Raffaele Oriani
ed. Chiarelettere, 2009

Venezia, Brescia, Prato… le città preferite dai cinesi d’Italia. È lì che costruiscono la loro nuova vita, tra debiti da pagare, sogni da realizzare, la grande sfida dell’integrazione, le famiglie d’origine lontane migliaia di chilometri. Gli immigrati orientali sono umili, ambiziosi, tenaci. Ma cosa li muove? A cosa pensano? Cosa fanno lontano dai nostri sguardi? Secondo i luoghi comuni se ne stanno sempre tra loro, lavorano per le Triadi, cucinano carne di cane, non muoiono mai. “Miss Little China” registra queste voci ma racconta altre cose. Per la prima volta una telecamera ha potuto vederli e ascoltarli da vicino: in casa, al lavoro, in discoteca. E in attesa di eleggere la più bella del reame…

Contenuti extra: “Lezione di Italia” del prof. Lu Jiehuan. L’Italia e gli italiani visti e raccontati dai cinesi.

giovedì 5 novembre 2009 ore 19


Bia Sarasini presenta

ACCABADORA
di Michela Murgia (Einaudi, 2009)

Sarà presente l’autrice.

In sardo, «accabadora» è colei che finisce. Agli occhi della comunità, il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. Narrando la storia di Tzia Bonaria, la vecchia sarta che conosce sortilegi e fatture e sa dare una morte pietosa, e Maria, la bambina che Tzia Bonaria ha preso con sé per crescerla come una figlia, una fill’e anima, Michela Murgia affronta un tema complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta la Sardegna degli anni Cinquanta, un mondo antico sull’orlo del precipizio con le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi.

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn “Il mondo deve sapere”, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 “Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede” e due interventi nelle antologie “Questo terribile intricato mondo” e “Lavoro da morire”. Per Laterza ha pubblicato un racconto nell’antologia “Sono come tu mi vuoi” e per Fandango nell’antologia “Contos”, in accompagnamento al docufilm “Passaggi di tempo” di Gianfranco Cabiddu.

Bia Sarasini, giornalista e saggista, ha lavorato a Rai-Radio3 ed è stata direttore di “Noi donne”. Ha collaborato e collabora con varie testate (“il manifesto”, “L’Unità”, “Specchio”, “Il Foglio”, “Il Secolo XIX”) e con l’associazione DeADonne e Altri (www.donnealtri.it). Coordina la sezione “La mediazione culturale in un’ottica di genere” per il Master Politiche dell’Incontro dell’Università RomaTre. Fa parte del comitato di redazione di “Leggendaria”.

Pastorale americana

Zuckermann, l’alter ego di Philip Roth, è contattato da un suo compagno di scuola dei tempi del liceo: lo svedese. Lo svedese (Seymour Levov) era un mito per lo scrittore, fortissimo in tutti gli sport, ma anche persona umile e umanamente corretta.

Lo svedese muore di lì a poco e Zuckermann non può fare a meno di ricostruire, scrivendola, la vita e i problemi di Seymour Levov.

“Pastorale americana” è un romanzo incredibilmente denso, una storia sul terrorismo, sul rapporto fra generazioni, sugli anni sessanta e settanta, sulla ristrutturazione industriale (in particolare contiene un vero e proprio trattato sulla lavorazione del cuoio), ma soprattutto è un saggio sugli Stati Uniti d’America.

Leggendo questo libro ci si immerge nella storia del Novecento e  non se ne esce fuori finché non lo si finisce, e anche dopo.

La classifica gennaio - settembre 2009

I libri più venduti al Flexi da gennaio a settembre 2009:
1) Come cambia l’America
2) Nessuna scuola mi consola
3) Clandestini
4) Uomini che odiano le donne
5) Le figlie di Lilith
6) La Baia dei pirati. Assalto al copyright
7) Le correzioni
8) Giulia e Maria
9) La regina dei castelli di carta
10) Compagno Darwin. L’evoluzione è di destra o di sinistra?
La classifica dall’inizio (da dicembre 2007):

1) Mr. Wiggles
2) Come cambia l’America
3) Razza partigiana
4) Wall and Piece
5) Uomini che odiano le donne
6) Italia 2
7) Papa Nazingher
8) Le correzioni
9) Il caso Pontecorvo
10) Ci sarà ancora il mare?

giovedì 15 ottobre 2009 ore 19.30

Massimo Bordin e Walter Tocci presentano

I Think Tank
Le fabbriche delle idee in America e in Europa

di Mattia Diletti (il Mulino, 2009)
Sarà presente l’autore.

Promozione di idee, ricerca, battaglia culturale per influenzare governi e opinione pubblica. È l’attività dei think tank, “serbatoi di pensiero” sorti in America più di un secolo fa e divenuti noti al grande pubblico soprattutto durante il primo mandato di George W. Bush. Nel volume si parte dalla storia americana per capire cosa fanno esattamente questi consiglieri del principe da Roosevelt a Reagan, fino a Obama, ogni presidente ha avuto i suoi think tank - e si spiega perché abbiano messo radici anche in Italia e nel resto d’Europa. Si descrive come funziona un think tank, dalle modalità di organizzazione del lavoro agli strumenti di marketing, dai metodi di incubazione delle idee alle relazioni con gli altri attori del sistema politico. E si traccia infine un panorama dei principali think tank di casa nostra, dove ormai non c’è leader politico che faccia a meno del suo pensatoio personale.

Mattia Diletti insegna all’Università di Teramo. E’ autore di “Think Tank. Le fabbriche delle idee in America e in Europa” (Il Mulino, 2009). Collabora con diversi quotidiani e riviste.

Massimo Bordin è direttore di Radio Radicale. Conduce quotidianamente la più influente rassegna stampa radiofonica, “Stampa e regime”, premiato con il Premiolino 2009 con la seguente motivazione: “il collega che da anni ci sveglia ogni mattina con le sue puntuali, professionali e graffianti rassegne stampa, cesellando i fatti con opinioni di rara acutezza libertaria”.

Walter Tocci è deputato del Partito Democratico. Ex-vicesindaco ed assessore nell’amministrazione romana, è stato responsabile dell’area “università e ricerca” nei Ds. Dirige il Centro per la Riforma dello Stato.

giovedì 8 ottobre 2009 ore 19

lb.jpg

Incontro con Luigi Bernardi
da Senza Luce
a Carriera criminale di Clelia C.
Partecipano Gaja Cenciarelli, Grazia Lobaccaro e Carlo D’Amicis

A un anno alla pubblicazione di Senza luce e a ridosso dall’uscita di Carriera criminale di Clelia C., Luigi Bernardi parla di questi due libri e di quanto abbiano marcato i suoi progetti di scrittura. Senza luce prende il via da una storia vera. In un piccolo paese, un anziano squilibrato si mette a sparare dalla finestra, uccide alcune persone e tiene in scacco le forze dell’ordine. A sera inoltrata, la polizia decide di passare al contrattacco e, per disorientare il folle, ordina che venga tolta l’energia elettrica all’intero circondario. In questo quadro (una storia vera), si sviluppa la finzione narrativa: cento minuti, quattro storie parallele, tutte segnate dalla mancanza di luce. Carriera criminale di Clelia C. è una storia d camorra, di furbizia e di potere. È il sogno camorrista di una donna che si trova per caso dentro il teatro degli avvenimenti, perché figlia di un uomo che di crimine ha sempre vissuto, fino a morirne.

“L’insostenibile leggerezza del libro”. Quattro librerie per una notte da…”zingari”

Giovedì 16, dalle 18 in piazza e via degli Zingari:
“L’insostenibile leggerezza del libro”. Quattro librerie per una notte da…”zingari”
Fiera del libro 16 luglio 2009 dalle 18.00
Via degli Zingari-Piazza degli Zingari
percorso itinerante
Libreria Libri Necessari - Libreria Bohemien -  Libreria dom - Libreria Flexi
Il programma:
18.00-apertura fiera del libro e book crossing
18.00- Viviana Marconi sassofono solo
18.00- ACCIUFFALGIGANTE ovvero Storie esagerate di cose giganti. Storie grandi grandi quasi enormi, rumorose, faticose e, soprattutto, divertenti per bambini muscolosi dai 4 ai 9 anni. (lettura a cura di Mi leggi ti leggo)
19.00- Luca Arnaudo presenta il suo libro “sic transit”per la Nerosubianco Editrice; lettura e discussione e accompagnamento musicale (P.degli Zingari)
19.30- Monica Perozzi, la libraiattrice legge i sonetti di Gioacchino Belli (scalinata via degli Zingari)
20.30- Reading Auroralia (scalinata via degli Zingari)
21.00- Carmine Castoro, autore di “Crash TV. Filosofia dell’odio televisivo”, con l’Autore interverrà un giornalista come relatore e poi l’editore della rivista Flow (P.degli Zingari)
21.15- Pino Mereu in ” BOGHES DE BARBAGIA”. Un percorso sonoro che trae ispirazione dalla poesia e dal canto monodico barbaricino. Boghes de barbagia (Voci di Barbagia) è il nuovo omaggio di Pino Mereu (mountain dulcimer, canto) alla tradizione della sua terra di origine.
22.15- Divaganti ristoranti canti, il cantastorie Corrado Ciliberti della Porta d’oro canta ai libri necessari
22.30-Reading itinerante. Roberto Cenciarelli la vita, la morte e tutto quanto (P.degli Zingari)

Il silenzio dei chiostri

E’ l’ultimo libro uscito in Italia della scrittrice Alicia Giménez-Bartlett.La poliziotta Petra Delicado, poliziotta a Barcellona, si divide tra il lavoro, in coppia col vice Fermin Garzón, e la famiglia, con il (terzo) marito Marcos e i suoi rumorosissimi figli (frutto di altri due matrimoni): una vita di compromessi continui e dubbi a non finire.
“Il Silenzio dei chiostri” parte dall’omicidio di un frate dentro un convento di suore. In quegli ambienti preteschi si muove con impazienza Petra, trovando resistenze, interventi dall’alto, omertà. Tra schifose reliquie, omicidi insensati e intuizioni dell’ultimo momento, il caso della “mummia” di padre Asercio sarà risolto solo dopo 500 pagine di buchi nell’acqua.

Qualcuno ha paragonato questa autrice a Camilleri, e nel modo di costruire la trama “gialla” c’è molto dello scrittore siciliano, autoironico e leggero, pur narrando morti e personaggi mostruosi.

(da salgalaluna)

sabato 4 luglio 2009 ore 21

locandinapatafisica02.jpg

giovedì 2 luglio 2009 ore 21.30

Monica Mazzitelli presenta
Il programma di Licio Gelli. Una profezia avverata?
di e con Antonella Beccaria
(Socialmente Editore, 2009)

Un libro che affronta la “madre” di alcuni dei principali i misfatti contemporanei: il piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Il “venerabile” parte da un assioma per cui la nostra Repubblica non è “fondata sul lavoro”, ma sui “media”. Da questa chiave di lettura vengono derivate le linee che oggi hanno trovato concreta realizzazione attraverso il “funambolico allievo” Berlusconi e cioè: 1) il vero potere è nei media e non nel Parlamento; 2) separazione delle carriere in magistratura; 3) uso dei militari per il progressivo controllo del territorio. La “profezia” si sta avverando tramite l’uomo della provvidenza, la nuova costituzione è materialmente già realizzata, il piano di Licio Gelli governa la nuova “rinascita”.

Antonella Beccaria ha scritto per Stampa Alternativa i libri Pentiti di niente (2008), Uno bianca e trame nere (2007), Bambini di Satana (2006) e NoSCOpyright. Storie di malaffare nella società dell’informazione (2004). Editor e traduttrice, co-dirige la collana “Senza Finzione” di Stampa Alternativa, collabora con MilanoNera, Thriller Magazine e ManiArmate del Manifesto. Infine cura il proprio blog antonella.beccaria.org ed è una sostenitrice del copyleft.

la scheda del libro | la versione elettronica | la prefazione di Oscar Marchisio | il booktrailer

domenica 28 giugno 2009 ore 20.30

Reading da

L’uomo a pedali

di Roberto Bonfanti
(Falzea editore, 2009)
con l’autore, sarà presente Pino Marino

Sergio stanotte compirà trent’anni. Era tanto che non saliva in sella ad una bicicletta: esattamente dal momento in cui una caduta ha mandato in frantumi il suo ginocchio sinistro insieme a tutti i sogni che inseguiva fin dall’infanzia. Da quel giorno ha scelto di lasciare da parte ogni illusione ed abbandonarsi ad una vita fatta di emozioni ordinarie, rimpianti sempre più sbiaditi ed amori vissuti a metà. Ma forse tutti questi anni sono stati solo l’attesa inconsapevole di questa nottata; l’istante in cui ogni cosa sembra finalmente ritrovare la giusta dimensione mentre, pedalando nel cuore della notte verso l’ultima pagina del romanzo, i ricordi scorrono nella sua mente come chilometri di una lunga corsa su quella bicicletta che ha tanto amato.
Un romanzo incentrato sulla figura di un protagonista tormentato e contraddittorio, forte e fragile al tempo stesso. Fra le ombre di Simenon e le quotidiane illusioni di John Fante.

Roberto Bonfanti fra il 2001 ed il 2005 collabora come redattore con il webmagazine Kronic. Nel marzo 2005 fonda l’etichetta discografica Ilrenonsidiverte che guida fino alla primavera 2007. Tutto passa invano è la sua prima pubblicazione letteraria. L’uomo a pedali è il suo ultimo romanzo.

giovedì 18 giugno 2009 ore 20.30

ANARCHY IN THE EU
Movimenti pink, black, green in Europa e grande recessione (Agenzia X, 2009)

Presentano il libro Beatrice Busi, Giuseppe Allegri, Roberto Ciccarelli e l’autore Alex Foti.

Siamo i figli del caos e della catastrofe. Eppure bisogna continuare ad agire, senza tregua sperimentare, sbagliare, ripensarci, ritessere ancora, mandar giù nella memoria l’euforia collettiva delle cose riuscite, e cercare di espungere odi e rancori in vista della causa comune più alta.

La crisi economica sta ridisegnando gli scenari. Siamo all’alba di un periodo di grande conflittualità sociale e mentre politici e banchieri brancolano nel buio tentando di restare in sella, nuove radicalità emergono in tutte le periferie del pianeta.
Tre colori tingono i vessilli dei giovani ribelli europei. Il pink shocking di queer e neofemministe e delle pratiche nonviolente di sambe e clown. Il nero black dell’anarchia che combatte lo stato di polizia e la proprietà privata accomunando hacker, black bloc e no border. L’attivismo green di Critical Mass, Klimax e Climate Camp che si contrappone all’ecocidio del mercato globale. Il libro si conclude con un’originale teoria della Grande Recessione basata su un modello storico che ripercorre le grandi crisi del ’900.

Alex Foti (1966), dopo studi di Master e PhD in economia, storia e scienze sociali a New York, lavora come editor precario a Milano. È un attivista a tempo pieno e scrive su molte riviste e mailing list europee.

Senti camminiamo

Sabato 16 maggio 2009 ore 10
alla Bocca della Verità

Presentazione itinerante del libro
Fare l’amore a Roma (2009, Infinito Edizioni)
con il Gruppo di Lettura “Amarganta”
e l’autrice Barbara Fabiani

Il gruppo di lettura Amarganta, per una volta, abbandona la libreria Flexi ed affronta la metropoli. L’insolita trasferta è motivata da un’occasione molto particolare: la giornalista Barbara Fabiani ci proporrà uno dei cinque itinerari suggeriti nel suo libro Fare l’amore a Roma (Infinito Edizioni, 2009): partendo da Piazza della Bocca della Verità si attraversa il Circo Massimo, fino a Piazza del Campidoglio, passando per il Foro Boario e il Velabro. Una presentazione itinerante e un’occasione unica per vivere con l’autrice le emozioni che lei stessa ha cercato di trasferire in questo omaggio alla Città Eterna, che riunisce storia e mito, ricordi e quotidianità, una città piena di contraddizioni, che ognuno di noi ha vissuto e vive in maniera diversa, ma di cui tutti siamo ospiti riverenti. L’incontro è aperto a chiunque voglia partecipare e l’appuntamento è previsto per: sabato 16 maggio, ore 10.00, Piazza Della Bocca della Verità. Per info: falpa69@libero.it.

Mercoledì 3 giugno 2009 ore 20

argentina.jpg

(more…)

Domenica 31 maggio 2009 ore 19

IL NOSTRO VIAGGIO.
IDENTITÀ MULTICULTURALE IN BOSNIA-ERZEGOVINA

Presenta l’autrice Enisa Bukvic.
A cura di Infinito Edizioni.

“Enisa Bukvić aiuta non soltanto la nostra gente, dispersa in emigrazione, a veder meglio la realtà presente e a evitare il ritorno di un passato tragico. Volevo con queste righe salutare l’impegno di una compagna di strada, ringraziandola per quello che ha fatto e che continua a fare” (dalla prefazione di Predrag Matvejevic.

Un doppio viaggio sospeso tra la vita dell’autrice, che oggi si definisce “bosniaca perciò multiculturale”, e il dissolvimento della Jugoslavia.
Il racconto dell’esperienza personale di Enisa Bukvić è al contempo la narrazione di un difficile cammino interiore alla ricerca di una nuova identità – con i problemi d’integrazione legati al suo essere straniera – e del tragico passaggio della ex Jugoslavia da un’unità multiculturale alla guerra e al genocidio degli anni Novanta.
I diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti all’associazione femminile “Viktorija 99” di Jajce, attiva nei settori della salute e della difesa dell’ambiente.

Sabato 30 maggio 2009 ore 20.30

I GIARDINI DI MANHATTAN
Storie di guerrilla gardens


Presentano il libro l’autrice Michela Pasquali, Barbara Annunziata (4Cantoni) e la Casa del Cibo.
Bollati Boringhieri, 2009

“Ogni giardino diventa il luogo possibile nel quale dare corpo a interpretazioni personali, al gusto del caos, alla follia di assemblaggi dettati da affetti, tradizioni, culti e credenze”. Così Michela Pasquali descrive i numerosi giardini nati nelle aree abbandonate di Loisaida, un piccolo quartiere di Manhattan, nato alla fine dell’Ottocento per accogliere le grandi ondate di immigrati. Il libro ne racconta le origini, lo sviluppo, l’evoluzione nel corso di ormai più di trent’anni. Creati grazie all’iniziativa della comunità locale a partire dagli anni settanta, sono uno dei casi più interessanti di un inedito e patrimonio di verde urbano nascosto. Completano il volume la prefazione I giardini del Lower East Side di Franco La Cecla e le postfazioni Giardini della memoria di Mario Maffi e Giardini vernacolari di Massimo Venturi Ferriolo.

Michela Pasquali, paesaggista e botanica, ha progettato giardini in Italia e negli Stati Uniti. Da diversi anni si dedica allo studio dei giardini spontanei, creati nelle aree abbandonate in ambienti urbani degradati. Ha vissuto quattro anni a New York, dove ha fotografato e studiato i community gardens di Loisaida, oggetto di questo libro. Il suo lavoro prosegue nella pagina web www.criticalgarden.com.

> la nostra recensione

Rosso vermiglio

Sabato 23 maggio 2009 ore 18

433_3_rossovermiglio.jpg

Il Gruppo di lettura “Amarganta” discute di
Rosso vermiglio di Benedetta Cibrario (Feltrinelli, 2007)

È la storia di una donna imprigionata dalle convenzioni false e dolorose dell’aristocrazia piemontese degli anni ’30 troverà una sua dimensione nella campagna senese. Il cambiamento storico che vede il paese attraversare la seconda guerra mondiale ed avviarsi verso la modernità, si rispecchia anche nella trasformazione di una tenuta abbandonata in moderna azienda vinicola di successo.
Parte dell’incontro verrà dedicata anche ad un confronto sulla lettura de Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Anticipiamo che per l’incontro del mese di giugno è stato scelto il romanzo Caffè Babilonia di Marsha Mehran (Neri Pozza).
(more…)

Il viaggiatore responsabile

Domenica 10 maggio 2009 ore 19

Roberto Dati presenta il suo libro
Il viaggiatore responsabile. Un altro turismo in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina
Infinito Edizioni, 2009

Una guida indispensabile al viaggio e alla conoscenza di dodici Paesi in tre con-
tinenti come davvero non avete mai fatto. “Il viaggio ispirato ai principi del turismo responsabile è semplicemente un viaggio diverso dagli altri, compiuto nel rispetto di principi etici e di regole, ma deve essere una esperienza piacevole, gioiosa, divertente, che lascia un ricordo positivo e appagante. E, soprattutto, è un viaggio che consente un rapporto non superficiale ed effimero con la gente del posto” (dalla prefazione di Maurizio Davolio).
“La cosa che più resta impressa nella memoria, dopo aver scorso i racconti di Roberto Dati, è la galleria dei personaggi incontrati per strada. Ousmane, Abdoul, Sulayman, Solomon Sonko, Amandah…non sono soltanto accompagnatori e dispensatori di servizi utili per arrivare da qualche parte: l’impressione è che in qualche modo essi siano una meta in se stessa, o almeno una delle mete, dei punti di arrivo” (dalla postfazione di Lorenzo Hendel).

Giulia e Maria

Giovedì 30 aprile 2009 ore 19

Alessia Niccolucci presenta il suo libro
Giulia e Maria. Donne che parlavano con gli alberi
Edizioni Pendragon, 2008

Con questo romanzo l’autrice riprende e amplia l’affresco dedicato alla storia della sua famiglia, iniziato con Filomena. Storie di bruciante passione, inganno, violenza, amore e sacrificio si intrecciano sullo sfondo selvaggio e assolato della Maremma di inizio Novecento. Due donne, Giulia e Maria, legate dal destino allo stesso uomo, una come madre e l’altra come moglie, emergono con forza all’interno di una saga familiare raccontata con limpida sensibilità e profondo realismo. Attraverso guerra e maternità, lutto e rinascita, rovesci di fortuna e dure prove di vita, l’autrice delinea il ritratto di una femminilità antica, un universo di donne che trae la propria indomita e segreta potenza dal legame, atavico e inesplicabile, con le forze e i ritmi della natura.

La classifica gennaio - marzo 2009

I libri più venduti al Flexi da gennaio a marzo 2009:
1) Come cambia l’America
2) Clandestini
3) Le figlie di Lilith. Vipere, dive, dark ladies e femmes fatales. L’altra ribellione femminile
4) La Baia dei pirati. Assalto al copyright
5) La regina dei castelli di carta
6) Compagno Darwin. L’evoluzione è di destra o di sinistra?
7) La mia vita disegnata male
8) Uomini che odiano le donne  
9) Wall and Piece
10) La ragazza che giocava con il fuoco

Giornata mondiale del libro

Giovedì 23 aprile 2009

Festa di San Giorgio
“Un libro un fiore”
insieme alle librerie Tuba, Yeti e Giufa’

In occasione della giornata mondiale del libro, le librerie Flexi, Tuba, Yeti e Giufa’ offrono un fiore a chiunque acquista un libro il 23 aprile. È una data promossa dall’Unesco, ma è una tradizione soprattutto catalana (el dia de la rosa), in cui il giorno di San Giorgio per ogni libro venduto viene regalata una rosa. San Giorgio è un giorno particolare per la letteratura mondiale: nel 1616, il 23 aprile morirono sia Miguel de Cervantes che William Shakespeare.

:: Libreria Caffè Flexi - via Clementina 9 | Monti
:: Tuba Bazar - via del Pigneto 19 | Pigneto
:: Lo Yeti - via Perugia 4 | Pigneto
:: Giufa’ - via degli Aurunci 28 | San Lorenzo

Il soffio della dea madre

Giovedì 16 aprile 2009 ore 21

magrelli.JPGFabiana Magrelli presenta il suo libro
Il soffio della dea madre
Suono, tecnica e mito della danza del ventre
(ed. Infinitoedizioni, 2009)

Il soffio della dea madre è un libro a 360 gradi sul mondo della danza orientale, con un ampio corredo di fotografie e la prefazione dell’attrice Isabella Ferrari.
Fabiana Magrelli è insegnante di educazione fisica (diplomata ISEF), maestra di danza orientale ed esaminatrice FITD (Federazione Italiana Tecnici Danza), coreografa e ballerina. Ha studiato danza orientale con vari maestri e in particolare con Saad Ismail. Il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti, negli anni, alla musica del contesto arabo-islamico, alla cultura araba, alla figura della donna e alla sua condizione in Oriente e in Occidente.

Nessuna scuola mi consola

Mercoledì 15 aprile 2009 ore 19.30

Max Giovagnoli presenta
“Nessuna scuola mi consola” di e con Chiara Valerio
(edizioni Nottetempo, 2009)

“A metà tra romanzo e reportage la storia procede di aneddoto in aneddoto fino alla fine del libro. La voce narrante è la protagonista stessa, la giovane professoressa Faggi, che ci racconta e ci fa scoprire attraverso il suo punto di vista, fankazzista e scientifico allo stesso tempo, il mondo della scuola di oggi. Un mondo fatto di studenti svogliati e arrapati dalle giovani professoresse, fuorviati dai miti televisivi ma capaci di reagire davanti a una spiegazione fatta con puntiglio e ironia. Una scuola fatta anche di giovani precari e di vecchi cariatidi, quasi sempre stronzi. L’autrice, che ha avuto esperienze nel campo dell’insegnamento, camuffa nel testo tra i dialoghi dei personaggi, taglienti critiche contro la capacità di riformare la scuola degli ultimi anni. E l’immaginario del personaggio-protagonista trasforma la scuola di volta in volta in campo di battaglia, pascolo, bioparco.” (dalla recensione di Mangialibri).

Gentilissimo

Mercoledì 8 aprile 2009 ore 19.30

Maurizio Benvenuti presenta il suo libro
“Gentilissimo. La toponomastica del sentimento” (Belletti Editore, 2008)
Con la partecipazione di Antonio Catania, Davide Riondino, Emiliano Pellisari, Gabriele Paci e Franco Salvatori.

“Ho avuto modo di conoscere qualche tempo fa Maurizio Benvenuti alla presentazione del suo libro, ‘Gentilissimo’, a Genova e ho trovato un personaggio davvero speciale. Autodidatta, con un curriculum professionale che va dal marinaio al direttore cartografo, passando da bagnino, saldatore, manovale edile, autista, rappresentante di surgelati, insegnante, Maurizio Benvenuti mette a frutto tutte le sue esperienze condensandole in questo originale libro (…) ‘Gentilissimo’ è un libro dotto, ricco di annotazioni storiografiche e curiosità; un incredibile concentrato di informazioni poco conosciute da diventare uno speciale zibaldone. Sapevate ad esempio che ad Aulla c’è una targa che dice ‘I° Comune in Italia Depietrizzato’? E poi c’è una metà piazza intitolata a Gramsci divenuta Piazza Craxi, con un monumento alle vittime di Tangentopoli? Sapevate che l’atlante di Arno Peters (quello che raffigura un’Africa allungata artificialmente) viene spacciata per scientifica ed è invece solo una carta geografica ideologica?” (Giorgio Boratto)

Maurizio Benvenuti
Nato a Cesena il 16 Dicembre 1952, all’età di 5 anni è salito su un fico e ne è sceso a 15. È stato per due anni in seminario e per altri due nella marina militare, imbarcato nell’Andrea Doria. Nel 1978 è andato a Capo Nord in autostop, percorrendo 8.500 km in quasi un mese e spendendo in tutto 100.000 lire. Ha lavorato come manovale edile, saldatore (Algeria), rappresentante di surgelati, tecnico di teatro (Cina, Canada), autista (Russia in camion), bagnino di salvataggio e cartografo. Attualmente è direttore cartografico di una casa editrice specializzata in cartografia scolastica e atlanti tematizzati.

Fare l’amore a Roma

Sabato 28 marzo 2009 ore 19

Presentazione di “Fare l’amore a Roma
Passeggiate nella storia sociale della Città Eterna”

di e con Barbara Fabiani (Infinito Edizioni, 2008)
con una mostra fotografica di Germano Panettieri

Fare l’amore a Roma trasforma per la prima volta la storia sociale in una guida turistica socio-antropologica. Non una storia generica ma quella legata alle relazioni interpersonali, alla sessualità e alle istituzioni familiari nella città che fu sede dei Cesari e dei Papa Re. Avvenimenti e aneddoti si dispiegano rivelando il loro contenuto di vita sociale. Tra obelischi e campanili, capolavori della pittura e dell’architettura, i principali itinerari turistici della città si popolano di zitelle, prostitute, fidanzati, chierici mondani, artisti, popolani, madri, padri e bambini di strada ma anche di personaggi famosi raccontati nelle loro vicende personali. Le storie sono ricostruite facendo ricorso alla più accurata tradizione di studi sociali. Ne risulta un’opera del tutto originale, che integra le ricerche storiche sulla società romana con il piacere sornione di girovagare per Roma. Cresce così intorno al visitatore “il corpo” della città e delle persone che vi hanno vissuto. Roma così non ve l’hanno mai fatta conoscere.

Barbara Fabiani è nata nel 1968 a Roma. Laureata in sociologia e giornalista professionista, vive e lavora nella capitale. È fondatrice e presidente dell’Associazione Vita Romana.

Roma Europa Fake Factory

Sabato 21 marzo 2009 ore 19

Roma Europa FAKE Factory presenta
“La baia dei pirati. Assalto al copyright”
di e con Luca Neri (Cooper, 2009). Introduce Arturo di Corinto.
nel corso della serata
“Flight SynEp”
video-installazione di OtherethO

Invertendo la logica dei concorsi tradizionali, il concorso del Roma Europa Fake Factory premia il remix e le tecniche di manipolazione, che insieme alla libertà di condividere le opere d’arte diventa il requisito di ammissibilità al festival. Una reazione critica alla logica dei festival tradizionali, che lo trasforma in un momento di produzione sociale diffusa, un processo aperto e partecipato > il sito del Roma Europa FAKE Factory.
(more…)

Wu Ming, non solo una band

Venerdì 20 marzo 2009 ore 19

Andrea Natella e Simone Ghelli presentano
“Wu Ming. Non solo una band di scrittori”
di e con Gaia De Pascale (il Melangolo, 2009)

La storia dei Wu Ming è una storia che vale la pena raccontare. Non tanto, o non solo, perché la loro scrittura ha lasciato segni ben visibili nel panorama letterario italiano, o per lo scossone che le azioni di Luther Blissett prima, e i libri di Wu Ming dopo, hanno dato a certa cultura pigra e salottiera, appisolata nelle ritmiche scadenze di vecchi sperimentalismi e nuovi premi. Ma anche, e soprattutto, perché le storie che raccontano ci appartengono per davvero. Sono nostre, siamo noi. Nate da un lavoro collettivo, prese dalla collettività e ad essa restituite, le narrazioni di Wu Ming si sporcano le mani nel fango che tutti abbiamo attraversato, senza consolazione e senza retorica. Ed è proprio scavando nella melma di un passato al quale non ci si può più permettere di fare sconti che la speranza riesce nuovamente ad emergere, a imporsi su qualunque sconfitta.

Gaia De Pascale, nata a Genova nel 1975, è dottore di ricerca in Analisi e interpretazione dei testi italiani e romanzi. Collabora con varie case editrici in qualità di redattrice free lance, traduttrice e consulente. Studiosa di letteratura ed antropologia, i suoi interessi si concentrano soprattutto sugli scritti di viaggio, la letteratura italiana del Novecento e le avanguardie storiche. Ha pubblicato Scrittori in viaggio. Narratori e poeti italiani del Novecento in giro per il mondo (Bollati Boringhieri, 2001) e Slow Travel. Alla ricerca del lusso di perdere tempo (Ponte alle Grazie, 2008).

Le figlie di Lilith

Sabato 14 marzo 2009 ore 19

Reading con Valeria Palumbo, autrice di “Le figlie di Lilith.
Vipere, dive, dark ladies e femmes fatales.
L’altra ribellione femminile” (Odradek, 2008)
Voce recitante di Salìma Balzerani

> guarda la locandina

Hanno rotto tabù, sconvolto abitudini, fatto scandalo. Eccola, l’altra ribellione femminile che cambia mode, atteggiamenti culturali e rapporti di forza. Protagoniste, non soltanto le prostitute “d’alto bordo”, con tanto di salotto letterario, ma le ninfe Egerie, le artiste, le attrici, le scrittrici, e le giornaliste, che hanno trasformato i comportamenti.
Le donne – non solo le borghesi, ma via via un ceto sempre più vasto e popolare – si sono identificate molto di più con Francesca Bertini, e poi con Clara Bow, che con Rosa Luxemburg. Da la Bella Otero a Lola Montez, da Liala a Theda Bara, da Colette alla Contessa Lara, da Alma Mahler a Anna Fougez, il mito letterario e artistico della femme fatale e della dame sans merci si è trasformato così, a partire dalla Belle époque e fino agli anni Venti, in quello della diva. Grazie al cinema e alla letteratura sentimental-popolare, questo mito, “rimasticato”, “rimodellato” e ovviamente normalizzato è diventato un modello alternativo e non femminista all’emancipazione femminile > Guarda l’intervista all’autrice su vimeo.com.

Valeria Palumbo, caporedattrice centrale de L’Europeo, collabora con vari giornali e siti Internet, tiene lezioni universitarie, conduce reading teatrali e incontri a festival storici e letterari. Laureata con una tesi di storia delle donne, è membro della Società italiana delle storiche. Ha pubblicato: Prestami il volto (Selene 2003), Lo sguardo di Matidia (Selene 2004), Le Donne di Alessandro Magno (Sonzogno, 2005), Donne di Piacere (Sonzogno, 2005) La perfidia delle donne (Sonzogno 2006), Svestite da uomo (Bur, 2007).

Melinda se ne infischia

Domenica 1 marzo 2009 ore 19

Presentazione di “Melinda se ne infischia”
prefazione di Dario Vergassola
di e con Daniele Dell’Agnola e la sua fisarmonica
(Infinito Edizioni, 2008)

Melinda se ne infischia è un romanzo in cui il mondo degli adolescenti viene spiegato agli adulti come mai prima. Questo libro – la cui protagonista è una diciassettenne che si rifugia su un albero, ha un linguaggio da lei stessa coniato e parla con due bambole (Vera Bella e Vera Bestia) e con il suo gatto Sascia – è scritto a suon di musica (da Rachmaninov a De André passando per dei curiosi XXXX) e con uno stile che scivola via in grande scioltezza. Con un messaggio ben preciso: non rompete le scatole ai giovani se sono così come sono, perché la colpa è innanzitutto del mondo che li circonda, che si dimentica della loro esistenza.
“Leggere Melinda se ne infischia diventa per un adulto un efficace ripasso di una materia che, forse, ci siamo dimenticati: la Cresciologia” (dalla prefazione di Dario Vergassola) > il blog del libro

Daniele Dell’Agnola, classe 1977, insegna italiano in una scuola superiore e in una media, suona la fisarmonica e ha pubblicato tre libri per il teatro: Millepiedi (2001), la trilogia Tentativi ritmici (2003) e Rocco Pieno di Cuore (2004). Nel 2005 ha composto, disegnato e scritto l’opera teatrale-narrativa Mondo fico (libro + CD musicale).

Gruppo di lettura

Sabato 28 febbraio 2009 ore 18

Incontro del gruppo di lettura
La storia infinita di Michael Ende

Alla fantasia e al suo potere creativo e’ dedicato il prossimo incontro del gruppo di lettura. Abbiamo scelto “La storia infinita” di Michael Ende, pubblicato per la prima volta nel 1979, per prenderci una pausa dai libri che stiamo leggendo che ci rimandano continuamente ad un contatto con la realtà di tutti i giorni, per staccare la spina e rituffarci nella magia di un libro che in passato ha significato molto per alcuni di noi. Forse vogliamo solo controllare se il nostro sguardo ormai adulto (?) riesce ancora a cogliere la possibilità di salvare il nostro personale regno di Fantàsia dal Nulla che avanza. Oppure semplicemente vedere se riusciamo ad abbinare qualcos’altro al motivo “The Never Ending Story” ormai irreparabilmente impresso nella nostra memoria come uno dei tormentoni degli anni’80, cantato da Limahl nella colonna sonora del film diretto da Wolfgang Petersen, che ha fatto infuriare Michael Ende che ha pubblicamente disconosciuto l’adattamento cinematografico del suo romanzo.
Si ricorda infine che Michael Ende è stato anche l’autore di “Momo”, una fiaba incentrata sul valore del tempo nella nostra società, anche questa oggetto di diverse trasposizioni cinematografiche, tra cui il film di animazione di Enzo D’Alò “Momo alla conquista del tempo”.

Il libro scelto per il prossimo incontro è : “La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo” di Gaetano Cappelli (ed. Marsilio).

I nostri incontri sono aperti a tutti, anche a chi non ha ancora letto il libro che proponiamo. Per avere informazioni o comunicare la vostra adesione al gruppo di lettura, potete scrivere all’indirizzo e-mail falpa69@libero.it.

Uno sguardo sui Balcani

Sabato 14 febbraio 2009 ore 19

balcani.jpg Presentazione/Reading di “Volk”
di e con Graziano Cernoia e Marco Pasquini (m.edizioni, 2008)
videoproiezioni a cura di Valeria Sacchetti (foto) e Marco Forlani (suono)
info & gadget a cura di Emergency

Volk, di Graziano Cernoia e Marco Pasquini (2008 -m.edizioni), è un racconto di viaggio, un salto tra le righe di un’esperienza personale che dialoga con la storia per scoprirne gli insegnamenti e registrarne le contraddizioni.Graziano Cernoia, al secolo “Uazza”, fonico dell’Estragon di Bologna nonché dei Modena City Ramblers, ci confida i segreti di una vita fatta di paranoie, studi di registrazione, tra spinelli e sbronze, amori, distruzione, di passaggio tra la Bosnia, la Palestina, l’Italia. Appunti di viaggio quasi intimistici, confidenziali, mai banali.Rivisto a quattro mani con Marco Pasquini, Volk ha una struttura narrativa complessa, un linguaggio a tratti indecifrabile. Dal guazzabuglio di emozioni e dolori, però, emerge tutta la forza di un’umanità vera, viva perchè fragile, perchè vulnerabile (www.booksblog.it).

Darwin Day 2009

Giovedì 12 febbraio 2009 ore 19

“Compagno Darwin. L’evoluzione è di destra o di sinistra?”
di e con Daniela Cipolloni e Nicola Nosengo
(Sironi Editore, 2009)

Come si spiega che nei Paesi occidentali (Italia compresa) l’evoluzionismo sia diventato terreno di scontro politico tra destra e sinistra? Che c’entra Darwin con la politica? In realtà, dicono gli autori, questo è stato il suo destino da sempre, fin da prima della pubblicazione di L’origine delle specie. Da allora la polemica non si è mai estinta.

Dai comunisti ai liberali, dalle chiese ai tribunali, dal creazionismo americano a quello di matrice islamica, Compagno Darwin ricostruisce l’accoglienza del darwinismo in politica, mostrando che il naturalista con la barba è buono o cattivo a seconda di chi osserva e di cosa viene osservato attraverso le lenti della sua teoria. Da destra e da sinistra, l’evoluzionismo darwiniano è stato sposato per giustificare – non senza forzature – questa o quella posizione, salvo poi essere attaccato quando risultava scomodo.

> la recensione di Andrea Capocci

(more…)

In estrema sostanza

Mercoledì 11 febbraio 2009 ore 20.30

Fabrizia Bagozzi e Claudio Cippitelli presentano
“In estrema sostanza. Scenari, servizi e interventi sul consumo di cocaina (con uno sguardo al ritorno dell’oppio) ”
aa.vv., ed. Iacobelli, 2008. Interverrà
Maurizio Coletti (associazione Itaca-Italia).

Nell’aria di Roma, nell’acqua del Po, nei bancomat d’Europa, nelle borse di lusso, nelle tasche delle giacche di tasmanian, nelle tute da operaio edile. Le tracce di cocaina svelano una società che desidera, acquista, spaccia e consuma questa sostanza come mai nella storia del vecchio continente. Un rapporto con la “polvere bianca” che coinvolge in modo trasversale tutti gli strati sociali, le fasce d’età e i generi. In estrema sostanza ospita una pluralità di sguardi e chiama a raccolta punti di vista e professionalità differenti per riflettere su un fenomeno inedito per dimensioni e diffusione. E per ragionare su come progettare e realizzare interventi sul consumo di cocaina, o meglio, come qui si teorizza, di cocaine.

(more…)

Gruppo di lettura: “Pancetta” di Paolo Nori

Sabato 31 gennaio 2009 ore 18

Gruppo di Lettura
Si parla di “Pancetta” di Paolo Nori (ed. Feltrinelli)

Il gruppo di lettura si sta prendendo una pausa dai romanzi “ultime uscite” e ha deciso di buttare lo sguardo un po’ indietro nel tempo. Ecco quindi che il prossimo incontro di sabato 31 gennaio è dedicato al romanzo di Paolo Nori “Pancetta” (ed. Feltrinelli). Questa volta la scelta è caduta su un libro veramente diverso da tutti gli altri della nostra “biblioteca”, un romanzo-auto-biografico nel quale si intersecano tre diversi piani narrativi: il viaggio dell’autore in Russia alla ricerca di materiale per un documentario, le avventure di due studenti che a San Pietroburgo nel 1912 sognano di diventare poeti futuristi e la vita del poeta Chlebnikov. Insomma non sarà una passeggiata commentare quest’opera così frastagliata, abbiamo bisogno di rinforzi. Amanti della letteratura russa, di poesia, di Chlebnikov o di Paolo Nori, accorrete numerosi!
Inoltre durante l’incontro la nostra amica Claudia ci offrirà un approfondimento sugli scritti giovanili di Jane Austen.
Il libro scelto per il prossimo incontro è “La storia infinita” di Michael Ende (ed. TEA).
I nostri incontri sono aperti a tutti, anche a chi non ha ancora letto il libro che proponiamo. Per avere informazioni o comunicare la vostra adesione al gruppo di lettura, potete scrivere all’indirizzo e-mail falpa69@libero.it.

Il lavoro e i giorni

Giovedì 29 gennaio 2009 ore 18.30

Mario Desiati, Stefano Iucci, Raffaele Manica ed Emanuele Trevi presentano
“Il lavoro e i giorni.
Venti racconti sul lavoro, la precarietà, la disoccupazione”
(Ediesse, 2008)

Venti giovani talenti della nuova narrativa italiana, quella che dopo tanto tempo ha ricominciato a occuparsi di «realtà», parlano di lavoro: quello che c’è o ancora non arriva; quello che penetra nei gangli della vita quotidiana fino a sconvolgere - o a vivificare - progetti, speranze, sogni. È il lavoro liquido nella società liquida: difficilmente collocabile in spazi definiti, proprio per questo permea di sé tutti gli aspetti quotidiani della vita delle persone.
Lettere, soliloqui, racconti in senso stretto; riflessioni e dialoghi. Il «teatro» del lavoro mette in cena le proprie rappresentazioni - ora drammatiche, ora comiche, ora grottesche - scardinando le tradizionali distinzioni di genere. Segnali di fumo da una generazione che cerca di decifrare il senso del proprio destino in un presente che è somma di giorni proiettati come lance aguzze verso un futuro che sembra sempre un po’ «più in là».

Testi di Piero Sorrentino, Giancarlo D’Arcangelo Liviano, Chiara Valerio, Nicola Lagioia, Andrea Di Consoli, Monica Mazzitelli, Franz Krauspenhaar, Demetrio Paolin, Marco Missiroli, Elena Varvello, Giorgio Fontana, Barbara di Gregorio, Alessandro Leogrande, Tommaso Giagni, Angela Flori, Federica Manzon, Alberto Garlini, Carlo Carabba, Elisa Davoglio, Gaia Manzini.
A cura di Mario Desiati, scrittore, redattore di Nuovi Argomenti e Stefano Iucci, giornalista di «Rassegna Sindacale».

A cerchiata

Sabato 24 gennaio 2009 ore 19


Luca Villoresi e Ferro Piludi presentano
“(A) cerchiata.
Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo”
Iconoclasti e Gianluca Chinnici (Elèuthera, 2008)
Degustazione di Anarkos. Un vino contro.
Video e fotografie sulle più belle immagini della (A) dal mondo.

Oggi la (A) cerchiata è talmente conosciuta e riconosciuta che ha finito con l’essere considerata un simbolo tradizionale, dando l’impressione di esserci “da sempre”. In realtà, come ci raccontano i suoi inventori, Amedeo Bertolo e Tomás Ibañez, essa è poco più di una parvenue dell’iconografia libertaria: la (A) nasce nel 1964 a Parigi in un piccolo gruppo di giovani anarchici franco-spagnoli, ma comincia la sua vita pubblica proprio a Milano nel 1966 sui volantini e sui manifesti del gruppo Gioventù Libertaria: un nuovo segno grafico usato dapprima in modo “sperimentale”, poi regolare, che è infine rotolato sui muri di tutta Europa. Le cause della rapida e intensa fortuna? Soprattutto la grande semplicità che fa della (A) uno dei segni grafici più immediati (come la croce, la falce-martello, la svastica…) con l’evidente pregio di poter essere graffitata sui muri in 5 secondi netti…

La (A) inizia dunque a viaggiare libera per il mondo carica di passione libertaria, ma ben presto un altro soggetto comincia a veicolarla con grande forza: la cultura punk, che traghetta il segno dalle strade dell’Europa occidentale a quelle di tutti gli altri paesi, in particolare del Nord-America e degli ex Paesi dell’Est. Proprio questo salto dall’attivismo libertario all’immaginario artistico e musicale dà il via alle interpretazioni più ardite e agli usi e abusi più bizzarri, fino allo sfruttamento commerciale del segno, con l’americana Eastpack che produce una linea di zainetti con la (A) di serie, rigorosamente registrata come Anarchy™.

2007-2008: la classifica di un anno

I libri più venduti al Flexi (13 dicembre 2007 - 13 dicembre 2008):

1) Carlo Costa e Lorenzo Teodonio - Razza Partigiana
2) Neil Swaab - Mr. Wiggles
3) Simone Turchetti - Il caso Pontecorvo
4) Cristiano De Majo e Fabio Viola - Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato
5) Wu Ming 4 - Stella del mattino
6) Banksy - Wall and Piece
7) Domenico Infante - Novanta Minuti
8) Johnathan Franzen - Le correzioni
9) Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne
10) Roberto Saviano - Gomorra
11) AA. VV. - Il mestiere di riflettere
12) Alessandro Bertante - Contro il ‘68
13) Calendario 2009 di Orecchio acerbo
14) Carlo Cellamare - Fare città
15) Muriel Barbery - L’eleganza del riccio
16) Letizia Muratori - La vita in comune
17) Michela Murgia - Il mondo deve sapere
18) Jeffrey Eugenides - Middlesex
19) Paolo Giordano - La solitudine dei numeri primi
20) Agota Kristof - La trilogia della città di K

Come cambia l’America

Mercoledì 21 gennaio 2009 ore 19

“Come cambia l’America.
La politica e la società negli anni di Obama”
di M. Diletti, M. Mazzonis e M. Toaldo
(Edizioni dell’Asino, 2009)
Saranno presenti gli autori

Gli Stati Uniti non saranno più quelli di prima: è finita un’epoca nella politica estera, quella del mondo unipolare; è crollato il turbo-capitalismo finanziario di Wall Street. Nel mezzo le prime vere elezioni del XXI secolo e la vittoria di Barack Obama. Attraverso un’analisi ricca di osservazioni dirette, si narra come sta cambiando la società statunitense e da dove arriva la nuova onda progressista; come funziona il sistema politico americano, allo stesso tempo arcaico e hi-tech; quali sono i pensieri lunghi che animano lo scontro sulla politica estera e l’economia; cosa dicono all’Italia, per davvero, queste novità.

Mattia Diletti è autore di Think Tank. Le fabbriche delle idee in America e in Europa (Il Mulino, 2009), è ricercatore presso il GeopEC - Crs e lavora all’università di Teramo. Martino Mazzonis inviato di “Liberazione” negli Stati Uniti, ha collaborato con diverse riviste e pubblicato saggi e volumi su mercato del lavoro e immigrazione, commercio internazionale di armi, indicatori di sviluppo. Mattia Toaldo ha scritto di economia per “il Messaggero” e di politica estera per “Limes”. Insegna Politica italiana agli studenti americani dell’IES di Roma e lavora all’università di Roma Tre.

Clandestini

Giovedì 15 gennaio 2009 ore 19

Presentazione di “Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno”
(Bollati Boringhieri, 2008)
di e con Marco di Domenico

Attraverso quarantacinque brevi ritratti, il libro presenta altrettante specie animali o vegetali “clandestine”, che hanno colonizzato habitat naturali differenti da quelli di origine. Tutti hanno in comune storie di invasioni, più o meno drammatiche, hanno inventato fantasiosi sistemi di dispersione, sono stati protagonisti involontari di introduzioni azzardate da parte dell’uomo. Caso emblematico è quello dell’introduzione nel lago Vittoria, in Africa, di giovani esemplari di perca del Nilo: questo gesto ha causato l’estinzione di centinaia di specie di pesci e una irreversibile catastrofe ambientale, ha stravolto per sempre il più grande ecosistema d’acqua dolce del mondo e la vita di intere popolazioni umane, che basavano la propria economia sulla pesca.

Marco Di Domenico è ricercatore al dipartimento di Biologia Animale dell’università di Roma II - Tor Vergata.

I giovani non esistono, ma fanno surf

I giovani non esistono. Il mondo si sta riempiendo di vecchi. Anzi anziani, anzi (come si dice a Roma) “grandi”. Adulti che, sempre quantitativamente di più, si sono attrezzati, negli ultimi anni, per rimanere giovani e gagliardi, per passare una “vecchiaia” di divertimento e gioia.Bene per loro, per i vecchi. La loro avventura è descritta in un bel libro edito da ISBN, dal titolo molto netto. Appunto: “I giovani non esistono”. Un libro che indaga il mondo attuale, in cui pubblicità, tv, consumi e vacanze si sono piegate agli anziani, corredato peraltro da un allucinante inserto fotografico. Un libro che indaga ovunque, dall’America alla Tailandia, dalla Svezia al Giappone, alla ricerca del mondo dei vecchi felici, omologati e prosperosi.

Mentre i vecchi aumentano e conquistano il pianeta in situazioni che ricordano le spiagge promiscue di Houellebecq, i giovani non esistono, sostiene Stefano Benzoni, psicologo e autore del libro.

Forse Benzoni non ha tenuto conto però dei “giovani”, che negli ultimi mesi, proprio nell’Italia della denatalità e dell’invecchiamento di massa, hanno dato vita al nuovo movimento studentesco: l’Onda.

L’Onda ha già un manifesto, rappresentato dall’Instant Book edito da Derive ApprodiI e rintracciabile per ora nelle assemblee, nelle università occupate, nei cortei. Si chiama “L’esercito del surf” ed è scritto da un’anonima Internazionale surfista. Il librettino si legge in meno di un’ora ed è un affondo sia sul concetto di “giovani”, sia su quello di “studenti”. I giovani, inquadrati dai “vecchi” della stampa e della tv come “bulli”, “drogati” o aspiranti veline e tronisti, hanno spiazzato tutti imbracciando una tavola da surf e cavalcando l’onda che c’è, per non continuare a pagare una crisi che finalmente non è più solo la loro.

E’ la rivolta degli studenti che sconquassa gli schemi precostituiti e anche l’idea di un “conflitto generazionale” insensato: nell’Onda ci sono anche i 40enni e più che la crisi l’hanno sempre pagata, e insieme agli studenti vogliono spazzare via la possibilità che i soliti noti scappino col bottino ancora una volta.

E’ in questo richiamo alla realtà contro i luoghi comuni che questi due libri spiazzano e si uniscono uno all’altro. Perché fanno capire cos’è il mondo e cosa potrebbe diventare veramente, non come lo descrive il Tg2 Società.

| ISBN | Derive Approdi |

(da salgalaluna)

Il falsario di Stato

di Salgalaluna

Chi era Toni Chichiarelli? Un ragazzo con un buon talento nella pittura, che dall’Abruzzo arriva a Roma negli anni ‘70, e si inserisce subito in un ambiente di criminali, estremisti di destra e di sinistra. Tutti i suoi amici sono informatori della polizia o dei servizi.

Toni Chichiarelli è “il falsario di stato”, passato alla storia per aver confezionato nel 1978, durante il sequestro Moro, il falso comunicato numero 7 delle Brigate Rosse, che portò centinaia di mezzi e persone a esplorare, in Abruzzo, il lago della Duchessa, peraltro in quel momento completamente ghiacciato.

Toni Chichiarelli vive tra donne, droga e soldi, e sarà protagonista, solo qualche anno più tardi, della rapina del secolo: 30-35 milardi (forse anche di più) rubati in un solo colpo. E vive sempre citando le sue “opere” del passato: le Brigate Rosse, Pecorelli, il sequestro Moro.

Toni Chichiarelli  muore nel 1984 in seguito a un agguato da italiano perfetto: bugiardo e fedifrago, talentuoso, ladro, ironico, traditore e (infine) tradito.

Con una tecnica simile a quella del Lucarelli di “Blu Notte”, Nicola Biondo e Massimo Veneziani hanno raccontato nel prezioso libro Il falsario di Stato la vita di Toni Chichiarelli. Leggetela.

Le larve

Sabato 27 dicembre 2008 ore 19

Giona Nazzaro, Claudia Fabrizio e Alessio Elia presentano
“Le larve” (ed. Pendragon, 2008)
di e con Claudio Morandini

Strisciano e sgattaiolano i personaggi di questo romanzo, si muovono furtivi, si accoppiano in anfratti bui, tramano nei corridoi di un palazzo tetro, i cui sotterranei inesplorati sprofondano come radici nella terra nera, tra miriadi di larve. Intorno, campagne desolate e boschi sepolti nelle nebbie, fiumi fangosi, gore e paludi. Su tutto si stende l’ombra minacciosa di un uomo potente e ferino che con crudeltà ha dominato la famiglia, i contadini e gli operai alle sue dipendenze, e che da un grande ritratto continua a esercitare un influsso maligno.
Una storia intrisa di atmosfere gotiche, oscillante tra l’osservazione ossessiva della realtà e l’indeterminatezza del sogno; una saga familiare che è anche racconto di formazione. Un libro che ammicca alla narrativa d’appendice e al poliziesco, tingendosi perfino di commedia: una prosa vivissima, che si fa materia pulsante tra le mani del lettore.

Claudio Morandini è nato e vive ad Aosta. Ha scritto commedie per la radio e monologhi per il teatro. Nel 2006 ha pubblicato Nora e le ombre (Palomar), una storia di preghiere, fantasmi e dubbi. L’anno successivo, il suo racconto Le dita fredde è stato inserito nell’antologia italoamericana Santi – Lives Of Modern Saints (Black Arrow Press). Le larve è il suo secondo romanzo.

Sala professori

di Andrea Capocci.

Dopo la Scuola dei disoccupati di Zelter, dalla Germania arriva un altro romanzo-pamphlet contro il sistema educativo. È Sala professori di Markus Orths, tradotto da Voland in estate dopo un notevole successo in patria. Come allo Sphericon, dove i disoccupati tedeschi venivano rieducati alla disciplina del lavoro, anche nella scuola di Goeppingen narrata da Orths si applicano le più raffinate tecniche di sorveglianza. Ma il “Panopticon” stavolta punta sui professori. Il protagonista Kranich, docente in prova, si scontra con il sistema scolastico tedesco che coniuga burocrazia militaresca e competitività aziendale per soddisfare le manie di dirigenti scolastici e genitori che, racconta Orths, “hanno ampiamente dimostrato come persino la più marginale delle questioni meriti una visita dall’avvocato”. E ci ricorda il nostrano “Mal di scuola” scritto da Marco Imarisio, in cui mamme e papà sono ormai i “sindacalisti degli alunni”.

(more…)

La terza metà

Venerdì 19 dicembre 2008 ore 18.30

John Vignola ed Errico Buonanno presentano
“La terza metà” di Guglielmo Pispisa
(2008, Marsilio)
Sarà presente l’autore

Tra l’Italia, la Francia e i freddi campi d’addestramento in est Europa, l’uomo che si fa chiamare Hiero combatte la propria battaglia: infiltrato nel nuovo brigatismo rosso al soldo dei Servizi, ufficialmente deceduto, insegue un concetto di giustizia che poco ha a che fare con le regole, e un passato fatto di ombre che ha ogni intenzione di svelare. Nei bassifondi di Parigi, tra vecchi e nuovissimi fantasmi, l’uomo che si fa chiamare il Magister fa i conti con la sua coscienza e lotta ancora per squarciare la fitta rete di complotti che, dal passato, pesa sul suo presente. A legare queste due figure esemplari, una vicenda allucinata eppure fin troppo plausibile che corre senza alcuna tregua lungo trent’anni di Storia italiana.

Con uno stile serrato e inventivo, Guglielmo Pispisa ci regala un romanzo potente e crudele, dove niente è ciò che sembra, ogni vicenda personale arriva a toccarci pericolosamente da vicino, e le tragedie, gli errori e gli scontri di ieri allungano le loro propaggini, singole e collettive, fin dentro il cuore del presente.

Guglielmo Pispisa fa parte dell’ensemble narrativo Kai Zen, con cui ha pubblicato fra l’altro Spauracchi, La potenza di Eymerich e La Strategia dell’Ariete. Da solista, ha pubblicato Città perfetta.

> intervista a G. Pispisa (da Booksblog)
> “La terza metà” copyleft (da Kai Zen)

Ballata per Fabrizio De André

Domenica 7 dicembre 2008 ore 21

Ballata per Fabrizio de André
di Sergio Algozzino
(ed. Becco Giallo, 2008)
Presentazione musicale con l’autore

Bocca di Rosa, Don Raffaè, il Suonatore Jones, il Bombarolo, Marinella, Carlo Martello, Piero, Miche, e poi ancora un Gorilla, un Medico, un Nano, un Giudice, un Pescatore: che cosa succede se i personaggi delle canzoni di De André prendono magicamente vita per raccontarci in prima persona - dal loro privilegiato punto di vista - il loro stesso indimenticato creatore? Prostitute, balordi, suicidi, ubriaconi, drogati, travestiti: una galleria straordinaria e memorabile di personaggi umili e “ultimi”, un coro di voci e volti inedito e appassionato, ricostruito con rigore filologico, rivive in queste pagine in forma di fumetto.

Verso le isole luminose

Martedì 25 novembre 2008 ore 19 - apertura straordinaria

Annalisa Comes e Claude Delafosse
presentano
“Verso le isole luminose. Tahiti, Tuamotu, Marchesi”
di Renée Hamon con uno scritto di Colette (Voland, 2008)

“Non si scrive un romanzo d’amore mentre si fa l’amore…” Seguendo questo consiglio dell’amica Colette, il “piccolo corsaro” Renée Hamon ci racconta una delle sue innumerevoli avventure. Tornata dai Mari del Sud descrive la meraviglia delle piantagioni di cocco, delle barriere coralline, del popolo maori e della mitica Tahiti di Gauguin, dove molti occidentali cercano un ritorno alla natura. Ma denuncia anche le malattie, la povertà e i soprusi importati in quelle terre dall’Occidente.
Un vero reportage senza lirismi fatto all’inizio del ’900 da una viaggiatrice eccentrica e instancabile.

Annalisa Comes ha curato la traduzione del libro. Il suo sito è www.annalisacomes.com.
Claude Delafosse è il curatore del Museo di Vitré (Francia) dedicato a Renée Hamon.

Il mestiere di riflettere

mercoledì 12 novembre ore 19.30

L’Associazione culturale “Griò” presenta
“Il mestiere di riflettere.
Storie di traduttori e traduzioni”
a cura di C. Manfrinato (Azimut Edizioni, 2008)

A partire da un romanzo e quindi da un’esperienza di traduzione, alcuni tra i più brillanti e noti traduttori italiani ci raccontano storie di lavoro, di passione, ma anche -e soprattutto- di vita.
Qui, per una volta, i traduttori sono gli autori.

(more…)

Gruppo di lettura

Sabato 25 ottobre ore 18

Incontro del Gruppo di lettura
su “Lo sguardo dell’ombra” di Chicca Gagliardo
Ponte alle Grazie, 2008

“Lo sguardo dell’ombra” di Chicca Gagliardo (ed. Ponte alle Grazie) sarà il romanzo di cui si discuterà insieme il 25 ottobre 2008 alle ore 18.00. Parleremo pertanto di ombre che si legano, di ombre che ci lasciano, di ombre da guardare negli occhi, degli otto sensi e così via. Insomma c’è il rischio che dopo questo incontro andremo in giro con il torcicollo per tenere sotto controllo la nostra ombra, per essere sicuri che ci stia seguendo docilmente come sempre. Anche chi non ha ancora letto il libro può partecipare all’incontro, ne sentirà delle belle!
Il prossimo appuntamento sarà invece dedicato a “La vita davanti a sé” di Romain Gary (ed. Neri Pozza).
Per avere informazioni o comunicare la vostra adesione al gruppo di lettura, potete scrivere all’indirizzo e-mail falpa69@libero.it.

Per avere informazioni o comunicare la vostra adesione al gruppo di lettura, potete scrivere all’indirizzo e-mail falpa69@libero.it.

Segni premonitori

Venerdì 24 ottobre 2008 ore 19

Barbara Giubilo ed Elisabetta Ponzio
presentano “Segni premonitori”
di David Miliozzi (239 pp., Pendragon, 2008).
Reading di Dario D’Agostino e Alessandro Teselli.
Accompagnamento musicale di Vincenzo Misale (mandolino & chitarra).
Proiezione di “Fame d’amore” di Simonluca Sacco

Leo, Aurora, Dario, Emma e gli altri. Sullo sfondo di una Roma scintillante e matrigna si intrecciano i percorsi di personaggi alle prese con la vita, nella diffìcile età di mezzo che sono i trent’anni. Si delinea così un quadro di esistenze e aspirazioni diverse, ma tutte segnate dallo stesso senso di precarietà che non è più solo professionale, come ormai accade a una generazione intera, ma finisce per investire anche piani più intimi, riflettendosi in una disorientante mancanza di punti dì riferimento ed esplodendo, metaforicamente, nell’attentato terroristico di cui alcuni dei protagonisti si ritrovano vittime. I personaggi di Miliozzi non sono però degli sconfitti: allo sfascio di micro e macrocosmi oppongono infatti una incredibile voglia di vivere, intravedendo, oltre il presente, una remota salvezza. (more…)

Novanta minuti

Mercoledì 22 ottobre 2008 ore 19

presentazione di “Novanta minuti”
di Domenico Infante (Scrittura & Scritture, 2008)
reading in musica a cura
di Ugo Maurino e Davide Brandi.

Un divano azzurro accoglie due telespettatori nell’attesa di una partita di calcio. Scendono in campo gli attori-spettatori di un grande teatro sperimentale: la strada. Un bambino osserva suo nonno battere il calcio d’inizio. Primo tempo: sotto i bombardamenti del tifo della squadra avversaria in maglia nera, la strada mette in campo un gioco animato, compatto e solidale. Intervallo: un buon bicchiere di porto d’annata. Secondo tempo: nella ripresa le maglie nere sono fiaccate dalla strada che però subisce la perdita di alcuni dei suoi giocatori: il bambino prende il posto del nonno, veste la maglia da adulto, scende in campo e diventa complice del gioco. La partita prosegue e viene schierato anche il XXI secolo. Triplice fischio dell’arbitro: chi ha vinto la partita?

Uomini e cani

di Opinionista

Non c’è spazio per i buoni sentimenti, in questo libro di Omar Di Monopoli uscito per ISBN. Non c’è spazio per la pietà nè per la bellezza: in una Puglia cupa come non mai e lontana anni luce dalle torme di ragazzotti che la invadono d’estate tornando nelle proprie città con le maglie “Salentu 12″, questo giovane autore pugliese mette in scena una tragedia collettiva.

Spietata, brutale, fatta di mucchi di rifiuti, pneumatici bruciati, carcasse di elettrodomestici, cani da combattimento. In una narrazione a mosaico dove i “buoni” non esistono del tutto (ma la figura del guardiano del parco ci si avvicina, sconfitto dalla vita e dai drammi del passato) il Salento descritto è fatto di violenza, di cattiveria.

(more…)

Scrittori a duello

Mercoledì 15 ottobre 2008 ore 19

Nino G. D’Attis presenta
“Ferro e fuoco” di Omar di Monopoli (Isbn Edizioni, 2008)
Omar di Monopoli presenta
“Mostri per le masse” di Nino G. D’Attis (Marsilio, 2008)
Introduce Rossano Astremo.

D’Attis presenta Di Monopoli, che presenta D’Attis. Un duello, come nei migliori western e nei peggiori gialli. Due scrittori, due storie, due realtà e due omicidi da risolvere, nel bel mezzo dell’occidente in decadenza.
(more…)

Le vacanze romane di Mr Wiggles

mr wiggles

Lunedì 6 ottobre ore 21

incontro con Neil Swaab,
l’autore di Mr. Wiggles
con Stefano Disegni e Fusi Orari

Nell’epoca del politicamente corretto, Mr. Wiggles è un orsetto che schiaccia ogni tabù. L’irresistibile irriverenza delle sue strisce ha conquistato l’America e i lettori italiani grazie a Internazionale, che lo ha fatto diventare un fenomeno cult e la casa editrice Fusi Orari, che ha pubblicato in Italia il primo volume di “Mr. Wiggles”, praticamente andato a ruba. La striscia viene aggiornata ogni settimana sul sito www.mrwiggleslovesyou.com.

Neil Swaab è un illustratore, designer e cartoonist di New York. Il suo lavoro è pubblicato regolarmente negli Stati Uniti, su diversi periodici, e in altri sette paesi. I lavori, le notizie e l’arte di Neil Swaab sono esposti anche sul suo sito www.neilswaab.com.

Acido lattico

Venerdì 26 settembre ore 20

Chiara Valerio e Monica Mazzitelli presentano
“Acido Lattico” di Saverio Fattori (Gaffi, 2008)
Sarà presente l’autore.

Tutti gli atleti, i corridori in particolare sono esseri fragilissimi, i loro gesti richiedono una resistenza inaudita. Tutto si affida a un tendine, ad una caviglia che sì torce in un movimento ripetuto e innaturale. Chi gareggia è in bilico su equilibri emotivi complicati, vive in un limbo tra l’esaltazione del successo e la frustrazione del fallimento. Un’ambiguità rischiosa che espone gli atleti a gravi infortuni e a vie crucis da uno studio specialistico all’altro. Ma quando non basta più l’impegno estenuante e la disciplina ferrea per raggiungere la perfezione si sceglie di giocare sporco, ci si trova costretti a ricorrere al doping. Questo romanzo, basato su fatti veri ci presenta, in un modo coinvolgente e umano tutti i dettagli dell’iter che ha portato una giovane promessa della corsa a rovinarsi la salute con il doping.

Saverio Fattori vive a Molinella. Immerso nei colori e negli umori della Bassa, corre e scrive. Meglio: ha altre attività, tra cui quella che lo occupa “in una fabbrica padana” e gli assicura il salario. Fattori ha scritto anche “Chi ha ucciso i Talk Talk?” (Gaffi, 2006) e “Alienazioni padane” (Gaffi, 2004). Cura recensioni letterarie per carmillaonline.org e collabora con «Curvatura 10».

Chiara Valerio non è nata in primavera e nemmeno in estate e infatti ha gli occhi verde foglia autunnale caduta e marcita all’acqua. Sarebbe coerenza se fosse nata in autunno. Ma no. Nonostante questo adora le mezze stagioni. Ha pubblicato due raccolte di racconti A complicare le cose (2003) e Fermati un minuto a salutare (2007) per i tipi di Robin e collabora con Nuovi Argomenti. Per ora vive insegnando matematica e recensisce pure su juliacraye.wordpress.com. È nella redazione di Radio3scienza. Questo è il suo blog.

Monica Mazzitelli è romana ma di origini felicemente bastarde. Scrittrice, filmmaker e fotografa, coordinatrice del gruppo de iQuindici. Questo è il suo sito.

La Costituzione allo specchio

Mercoledì 24 settembre ore 19

Maria Luisa Boccia, Giuseppe Allegri e Silvio Buzzanca
presentano
“La Costituzione allo specchio”
di Andrea Colelli (2006, Ediesse)
a seguire, lettura concertante di
“Lo squarcio genovese”
racconto di Andrea colelli.
chitarra classica (Jacopo Barbato) e voce

Negli ultimi anni è avvenuto qualcosa di nuovo nel nostro paese, qualcosa che non era mai successo prima: l’instaurazione di una forma di governo basata sull’appello populistico tramite i media, perpetrato da un’impresa privata in vista del proprio privato interesse, esperimento certamente nuovo sulla scena occidentale e molto più avveduto e tecnologicamente agguerrito dei regimi del Terzo Mondo.

(more…)

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

Mercoledì 17 settembre ore 21
Lidia Ravera presenta
“Tana per la bambina con i capelli a ombrellone”
di Monica Viola (Rizzoli, 2008)

Questa è la storia di una ragazzina affamata d’amore e d’accettazione in una famiglia romana troppo numerosa e caotica per saziarla. È la storia di una generazione ibrida e rimossa: quella di chi era troppo giovane per il ’77 e troppo vecchio per gli anni Ottanta. È la storia di una Bambina con i Capelli a Ombrellone cresciuta a cavallo dei due decenni, inciampando nelle spine più aguzze della vita: le molestie dei fratelli, la malattia e la morte della madre, l’indifferenza del padre. È la storia di un’Italia prima insanguinata e impaurita, poi d’improvviso futile e leggera > il sito di Monica Viola

(more…)

Il contagio

Il contagio, ultimo libro di Walter Siti, parte in modo spiazzante. Si descrivono, nei primi due capitoli, alcuni degli inquilini di un condominio di Via Vermeer, periferia romana inventata ma molto reale. Poi si avverte il lettore: questi sono due racconti scritti per Nuovi Argomenti. Quindi si continuano a dilatare le storie del palazzo, che includono crimini, amori (etero e omosessuali), cene e soprattutto tanta cocaina. (more…)

Non mi ami ancora

di ZoydPA

Capita anche verso i quaranta di imbarcarsi *nel libro di formazione* che avresti voluto incontrare quando ne avevi venti, di anni. Soprattutto se la nostra eroina è Luce, Lucinda: una thirty-something, me la immagino bella come la Wynona di Taxisti di notteo di Reality Bites (in italiano Giovani, carini e disoccupati; oggi sarebbe precari?), splendida bassista di un gruppo senza nome, ma dal pezzo perfetto: Monster Eyes. Alle prese con un lavoro precario in un’opera d’arte che è un quanto mai reale sportello reclami immaginari di un artista fallito, autoaffermatosi gallerista. Mentre il cantante, amante ossuto, emaciato è alle prese con una cangura depressa; il poeta chitarrista chiuso in casa a vedere per la centesima volta un Fritz Lang in bianco-nero e la batterista che prova a battere i tempi delle loro vite.
Poi arriva l’affascinante reclamante, uomo fatto e grasso; mentre loro quattro, tutti stecchi, con i capelli prima troppo lunghi e poi rasati con le forbicine. “Non è grasso, è solo un uomo fatto. Siamo noi quelli che sembrano strani. Siamo anoressici, siamo degli spettri, siamo degli stecchi”.
Intorno un bestiario di artistoidi, musicanti dopo i fallimenti, visionari fuori tempo massimo, senza il perdersi della “più lucente corona degli angeli in cielo”, ma quasi.
“I sognatori che erano loro, che stavano distruggendo le loro chance alla radio dal vivo, che arrivavano in ritardo alla festa che doveva essere la loro vita, che erano andati a scuola senza pantaloni”. (more…)

“Il contagio” di W. Siti

di Carla Benedetti (da “l’Espresso”)

Quando Walter Siti si libera del suo personaggio, ammiccante alla propria mediocrità, e esibito in Troppi paradisi come figura esemplare del degrado dell’Occidente (un’esemplarità tutta negativa, ma non per questo meno compiaciuta), allora dalla sua penna escono narrazioni di grande potenza.

(more…)

Regole d’ingaggio

di Teo Lorini (da “Pulp”)

Lorini recensisce “Regole d’ingaggio” di W. Langewiesche per il n. 71 della rivista “Pulp”.

(more…)

Stella del mattino

da salgalaluna

“Stella del mattino” è l’ultima fatica letteraria del collettivo Wu Ming. E’ opera del numero 4 da solo, ma ricorda i grandi romanzi dei fantastici 5 più di tutte le altre “opere soliste” finora uscite (”New thing” di Wu Ming 1, “Guerra agli umani” di Wu Ming 2, “Free karma food” di Wu Ming 5).

La trama si svolge intorno alla figura di T. E. Lawrence, ovvero Lawrence d’Arabia, “Lord Dinamite”. E’ attorno a lui che si dipana la storia, che però è ambientata nel “dopo”, nel periodo successivo alle grandi battaglie del colonnello inglese (o irlandese?), nel 1920 e negli anni successivi. In un’epoca in cui già si è dispiegato il mito del personaggio Lawrence, eroe pre-terzomondista o (per alcuni, già allora) massone al servizio della corona d’Inghilterra per fregare contemporaneamente turchi ed arabi.

(more…)

Personal porno

Mercoledì 9 luglio ore 20

Carolina Cutolo, Andrea Natella e Federico Ferrazza
presentano
“Personal Porno. Come diventare pornostar in Rete
e manager di se stessi [senza farsi fottere]”
di Federico Ferrazza (Fazi Editore. 2008)
modera l’incontro Stefano Ciavatta (il Riformista)

> il blog del libro
> il trailer del libro

«L’industria del porno, come l’abbiamo conosciuta finora, non esiste più. Le persone non si accontentano più di film lontani dalla realtà. Non vogliono più solo guardare ma partecipare e Internet ha dato loro questa possibilità. Girare un video erotico o pornografico e metterlo in Rete è ormai semplice, e il nostro lavoro è solo quello di mettere in contatto queste persone» (Riccardo Schicchi)

Internet ha cambiato il nostro modo di informarci, di comunicare, di acquistare, di conoscere nuove persone. E di fare sesso. Non soltanto perché ha reso immediatamente disponibile materiale hard da vedere quando e dove si vuole, ma perché – grazie anche a siti di videosharing per adulti come «Pornotube» o «Youporn» - da qualche tempo a questa parte ognuno può mettere in Rete con estrema semplicità i propri filmati amatoriali a contenuto erotico. Una vera rivoluzione per i professionisti del campo, che lamentano una crisi irreversibile del mercato. E per tanta gente comune che si improvvisa pornostar: protagonista di sequenze riprese da videocamere da poche centinaia di euro (o addirittura da cellulari) e messe (gratuitamente o a pagamento) a disposizione di migliaia di utenti sconosciuti.
(more…)

Fare città

Mercoledì 2 luglio ore 20

“Fare città. Pratiche urbane e storie di luoghi”
di Carlo Cellamare (Eléuthera, 2008)

con l’autore, interverranno
Paolo Berdini (docente di Urbanistica, università di Roma-Tor Vergata)
Enzo Scandurra (urbanista, università di Roma-”La Sapienza”)
Riccardo Troisi (presidente della Città dell’Altra Economia)
Luigi Ravara (artigiano del rione Monti)

L’intimità della «piazzetta» e l’invasione dei tavolini, gli sfratti e le occupazioni, il campetto di calcio e le feste extracomunitarie, la bottega di Lucio e il dilagare dei bed & breakfast… C’è conflitto, nel centro storico di Roma, conflitto materiale ma anche politico e simbolico. Il rione Monti, l’antica Suburra ancora orgogliosa della sua autonomia, è soggetto da anni alla duplice pressione di una crescente presenza turistica e di una progressiva trasformazione in zona abitativa trendy. (more…)

Primi sei mesi: la classifica

I libri più venduti al Flexi (13 dicembre- 13 giugno):

1) Cristiano De Majo e Fabio Viola - Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato (-)
2) Simone Turchetti - Il caso Pontecorvo (-)
3) Alessandro Bertante - Contro il ‘68 (-)
4) Wu Ming 4 - Stella del mattino (new entry)
5) Roberto Saviano - Gomorra (↓)
6) Letizia Muratori - La vita in comune (↑)
7) Valeria Parrella - Lo spazio bianco (↓)
8) Agota Kristof - La trilogia della città di K (↓)
9) AA. VV. - Critical Mass. Idee a trazione umana (new entry)
10) Marco Damilano, Mariagrazia Gerina, Fabio Martini - Veltroni il piccolo principe (↓)
11) Simone Colafarnceschi - Autogrill. Una storia Italiana (↑)
12) Cristiano De Majo e Francesco Longo - Vita di Isaia Carter, Avatar (↓)
13) Michela Murgia - Il mondo deve sapere (↓)
14) Johnathan Franzen - Le correzioni (↓)
15) Belinda Starling - La rilegatrice di libri proibiti (↓)
16) Nick Hornby - Tutto per una ragazza (new entry)
17) Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne (↓)
18) Marjane Satrapi - Taglia e cuci (↓)
19) Muriel Barbery - L’eleganza del riccio (↓)
20) Alan Bennett - La sovrana lettrice (↓)

Sono arrivate le guide

E’ metà giugno e l’estate pare essere finalmente arrivata. Con l’estate al Flexi sono arrivate anche le guide delle principali mète turistiche (e anche di qualche mèta secondaria).

Razza partigiana

mercoledì 25 giugno ore 19
presentazione di “Razza partigiana. Storia di Giorgio Marincola”
edizioni Iacobelli (2008)
con gli autori Carlo Costa e Lorenzo Teodonio

Giorgio Marincola ha 17 anni quando scoppia la seconda guerra mondiale. È uno studente antifascista. Ed è nero. “Razza partigiana” racconta la storia dell’unico partigiano italiano di origine somala decorato alla memoria. E’ la storia della vita e delle scelte di un ragazzo che si trovò in Italia in un periodo di leggi razziali che consideravano “…il meticcio un essere moralmente e fisicamente inferiore, facile vittima di gravi malattie e inclinato ai vizi più riprovevoli…”.

(more…)

La città e il romanzo

dal blog di Loredana Lipperini

Metropoli per principianti di Gianni Biondillo è un libro da leggere, assolutamente: per capire davvero cosa significano parole come “paesaggio urbano” e svicolare dalle dispute architettoniche ufficiali. E perchè è un gran bel libro, soprattutto. Estratto.

Perché dire che, in fondo, le periferie sono tutte uguali significa non dare loro una dignità di spazio, di territorio. Non riconoscere loro le dinamiche storicosociali che le hanno create, non restituire la diversità delle popolazioni che le abitano, che le vivono. Fosse per me sarei pronto a dire, provocatoriamente, l’esatto opposto: le periferie sono tutte diverse, l’una dall’altra, sempre. Molto più diversificate dei centri storici, tutti uguali, tutti riconoscibili come tali, tutti simbolicamente immobili. È come se volessimo negare il ‘900, è come se ci fossimo rinchiusi nel confortante panorama della Storia, colmi di nostalgia. A questo ci serve ormai il centro storico. È la quinta teatrale della rappresentazione di una identità collettiva spesso fittizia. Come tale è molto più falso degli spazi che viviamo, quotidianamente. Ma la rappresentazione identitaria ci rassicura. È l’idea di una rassicurante immutabilità del passato, rispetto alla mobilità incontenibile del presente. Inutile dire che il passato si modella, sempre, in funzione del nostro presente. Inutile dire che ogni nostro panorama (fisico e umano) è destinato alla mutevolezza, pena l’atrofia, pena la sconfitta del futuro.

(more…)

Stella del mattino: romanzo beyond-gender di Wu Ming 4

di Monica Mazzitelli (da giugenna.com)

Ho letto questo romanzo in 24 ore, sapendo che non avrei dovuto; che avrei fatto meglio a rallentare, tornare indietro a certi passaggi, lasciar scendere alcuni dialoghi, ripensare alla Storia e le metafore del presente, le scatole cinesi geopolitiche stratificate che avrebbero entusiasmato Sbancor. Ma non ci sono riuscita. Avevo urgenza di restare nel flusso, di correre con i personaggi nella loro stessa smania.

(more…)

“I cristiani di Allah e la civiltà mediterranea”

da Reset DOCMassimo Carlotto con Amara Lakhous

“I 300 mila cristiani europei che si convertirono all’Islam tra Cinquecento e Ottocento erano in fuga da un sistema oppressivo che non permetteva nessun riscatto sociale. L’Islam rappresentava una reale possibilità di cambiamento delle proprie condizioni di vita”. Massimo Carlotto ha raccontato la storia dei “cristiani di Allah” nel suo ultimo romanzo (Cristiani di Allah, 200 pagine, 12,50 euro, edizioni e/o 2008), un “noir mediterraneo” ambientato ad Algeri nel 1542: “Per sconfiggere lo ‘scontro di civiltà’ dobbiamo rivendicare le nostre radici comuni di “mediterranei” – dice in questa intervista a Resetdoc – Io vedo il Mediterraneo come un mare chiuso dove è nata un’unica civiltà divisa poi in due culture”.

Perché scrivere oggi un romanzo sui rinnegati nel Mediterraneo?

Per recuperare una storia “negata”, scomparsa dalla memoria collettiva occidentale per motivi religiosi e politici. Io vedo il Mediterraneo come un mare chiuso dove è nata un’unica civiltà divisa poi in due culture. L’identità aperta è lo strumento per poter vivere questa consapevolezza e sviluppare un dialogo.

(more…)

Vittorio Giacopini: Re in fuga

giacopini_re_in_fuga.jpgdi Letizia Muratori

(tratto da carmilla on line)

[Letizia Muratori è una delle più importanti autrici italiane contemporanee. Ha pubblicato per Einaudi Stile Libero i romanzi Tu non c’entri e La vita in comune. Per Adelphi sta per uscire La casa madre, chiasmo tra due racconti lunghi su cui si ragionerà in Carmilla. La recensione di Muratori allo splendido “oggetto narrativo” di Giacopini è condotta utilizzando alcuni parametri del memorandum sul New Italian Epic, enunciati da WM1. gg]

Documentare vite alternative, fare storia alternativa.
Nel saggio New Italian Epic Wu Ming 1 segnala tre esempi di mockbiopic, cioè biografie deviate e alternative rispetto ai fatti storici: Il signor figlio di Alessandro Zaccuri, L’uomo che volle essere Perón di Giovanni Maria Bellu [clicca per leggere la recensione di Giancarlo De Cataldo, N.d.R.] e Havana Glam di Wu Ming 5. Ovvero Leopardi a Londra dopo il 1837, Perón sardo, e David Bowie simpatizzante comunista.
Su necessità e importanza del lavoro di WM1 tornerò al più presto e con l’attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su frecciabr.gif Re in fuga di Vittorio Giacopini (Mondadori, € 17.50), libro che per certi versi rientra nella categoria dei titoli appena citati. Si tratta della vita di Bobby Fischer. Anche in questo caso siamo in territorio mock. (more…)

Voci dal Cile, echi dall’Italia

Giovedì 19 giugno ore 20
presentazione di
“Voci dal Cile, echi dall’Italia”
di Carlotta Venturi (Ibiskos Risolo, 2008)
Sarà presente l’autrice.

In un clima di crisi economica e di voglia di cambiamenti sociali e politici, le vicende del Cile s’incontrano con quelle dell’Italia creando legami di solidarietà e antagonismo, di dibattiti politici e forme inedite di organizzazione partitica. La partenza dal Cile diviene un evento di massa negli anni Settanta, quando, nel 1973, il generale Augusto Pinochet rovescia il governo di Allende ed instaura un regime militare. È principalmente una fuga spinta dalla volontà o dal bisogno di lasciare in breve tempo il paese. (more…)

Primi cinque mesi: la classifica

I libri più venduti al Flexi (13 dicembre- 13 maggio):

1) Cristiano De Majo e Fabio Viola - Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato (-)
2) Simone Turchetti - Il caso Pontecorvo (-)
3) Alessandro Bertante - Contro il ‘68 (↑)
4) Roberto Saviano - Gomorra (↑)
5) Valeria Parrella - Lo spazio bianco (↑)
6) Agota Kristof - La trilogia della città di K (↓)
7) Marco Damilano, Mariagrazia Gerina, Fabio Martini - Veltroni il piccolo principe (-)
8) Cristiano De Majo e Francesco Longo - Vita di Isaia Carter, Avatar (-)
9) Michela Murgia - Il mondo deve sapere (new entry)
10) Johnathan Franzen - Le correzioni (new entry)
11) Stieg Larsson - Uomini che odiano le donne (new entry)
12) Letizia Muratori - La vita in comune (new entry)
13) Belinda Starling - La rilegatrice di libri proibiti (new entry)
14) Simone Colafarnceschi - Autogrill. Una storia Italiana (new entry)
15) Gianrico Carofiglio - Ragionevoli dubbi (↓)
16) Marco Imarisio - Mal di scuola (new entry)
17) Marjane Satrapi - Taglia e cuci (new entry)
18) Daniel Pennac - Diario di scuola (↓)
19) Francesco + Gianrico Carofiglio - Cacciatori nelle tenebre (new entry)
20) Muriel Barbery - L’eleganza del riccio (new entry)

Libri: le novità al Flexi (maggio)

Narrativa italiana

Il nuovo libro di Massimo Carlotto (”Cristiani di Allah”), edito come sempre da e/o, si ambienta ad Algeri, nel 1541, fra pirateria, scontri di religioni e battaglie nel cuore del Mediterraneo. L’ultimo prodotto della “ditta” Wu Ming è “Stella del mattino” (Einaudi), di Wu Ming 4: tre studenti inglesi usciti dalla prima guerra mondiale e il “mito” T. H. Lawrence. Intorno a una compagnia di comici falliti si dipana la trama di “Visto che siete cani” di Walter Fontana (Rizzoli). Un’estate pugliese è raccontata da Francesco Carofiglio con “L’estate del cane nero” (Marsilio). Sempre d’estate, ma a Roma, la storia di Michele, protagonista dell’ultimo romanzo di Francesca Sanvitale: “L’inizio è in autunno” (Einaudi). Nella periferia romana, tra povertà, violenza e mito del denaro, si svolge “Il primo sangue” di Federico Platania (Fernandel). In Sardegna vive e lavora invece Rudy Saporito, cronista spregiudicato e protagonista di “Così si dice” di Francesco Abate (Einaudi). Le esperienze jugoslave di Erri De Luca sono raccolte nella nuova edizione di “Pianoterra” (Nottetempo). Il rapporto fra giustizia e giustizialismo è analizzato nel romanzo, ambientato a Napoli, di Antonio Monda (”Assoluzione), edito da Mondadori.

Narrativa straniera

“La tenerezza dei lupi” (Einaudi) di Stef Penney racconta un delitto nel Canada di fine ‘800. “Tanta vita” di Alejandro Palomas (Neri Pozza) è invece il racconto di una famiglia con sei donne, a Minorca. Una donna è la protagonista dell”ultimo romanzo di Marcela Serrano, “I quaderni del pianto” (Feltrinelli). Olypmia Brezinsky è la protagonista di “Carnival Love” (Elliot edizioni), di Katherine Dunne: un personaggio da circo che racconta le sue disavventure. L’ultimo romanzo di Nick Hornby (”Tutto per una ragazza”, edito da Guanda) narra l’adolescenza di Sam, alle prese con la passione per lo skateboard e per Alicia.

Henning Mankell, il re dei polizieschi scandinavi, è uscito in Italia con “Scarpe italiane” (Marsilio), racconto di un lungo viaggio nelle fredde e ghiacciate pianure svedesi. E’ dall’assassinio di due prostitute a Tokyo che partono le oltre novecento pagine di storie di “Grotesque” (Neri Pozza), di Natsuo Kirino.

Saggistica

Il “Re in fuga” di Vittorio Giacopini (Mondadori) racconta la storia di Bobby Fisher, leggendario campione di scacchi americano. “Rock’n'roll” (Coniglio editore) è una raccolta di incontri-interviste fra lo scrittore William Burroughs e alcune icone del rock: Patti Smith, David Bowie, Blondie…

“Lavorare uccide” di Marco Rovelli (Rizzoli) affronta il tema delle cosiddette morti bianche (il libro sarà presentato al Flexi il 18 maggio). “A Sud di Lampedusa” va Stefano Liberti (edizioni Minimum Fax), cercando di capire da dove vengono i migranti che sbarcano in Italia. In Marocco parte il libro di Bochaib Mhamka, “La scelta di Said. Storia di un kamikaze” (Sperling & Kupfer). L’autore si interroga sull’amico di infanzia che nell’aprile 2006 si fece esplodere a Casablanca.

Nel delirio post-elettorale esce per Feltrinelli il “Rancore” di Aldo Bonomi, che si interroga proprio sul “malessere del nord”. Anche “Nord” di Giuseppe Berta (Mondadori) scava nella “Padania” del dopoguerra.

Due libri si occupano di Beppe Grillo: “Chi ha paura di Beppe Grillo?” (di De Maria, Flashner e Targia) , delle edizioni Selene e “Ve lo do io Beppe Grillo” di Andrea Scanzi (Mondadori).

Continuano ad uscire libri sul ‘68. “A colpi di cuore” di Anna Bravo (Laterza) affronta la questione per temi (femminismo, violenza, cultura..), mentre per le edizioni del Manifesto è uscita una vera e propria “Enciclopedia del’68″.

La questione settentrionale

di Gianfranco Bettin


La questione settentrionale ritorna a segnare, radicalmente, il quadro politico nazionale. Le elezioni del 13 e 14 aprile la consegnano al parlamento e al governo prossimi venturi e ne certificano l’insopprimibile centralità. Una centralità che il governo Prodi non ha mai davvero saputo assumere, anzi, che si è peritato spesso, nelle parole e negli atti di alcuni suoi esponenti, di negare o di annacquare o di riformulare in altri termini, dipingendo spesso Nord e Nordest come la terra dei padroncini rancorosi e ignoranti, nonché evasori fiscali e razzisti, o giù di lì. Con il solo risultato di proporsi, al Nord e in particolare nel Nordest, come un governo, e anzi come un intero ceto politico, lontano dagli interessi, dai bisogni, dalle attese di quelle regioni, in particolare dalla richiesta di federalismo, fiscale e istituzionale, che è il vero motore potente della dinamica politica del Nordest (come ricordano anche figure diverse come Giancarlo Galan o Massimo Cacciari, o come Riccardo Illy, da ieri ex governatore del Friuli Venezia Giulia, che certo ha pagato caro questo deficit politico e culturale del centrosinistra italiano e del suo governo).

Questo spiega, in parte, il successo straordinario ottenuto dalla Lega Nord in queste elezioni. Ma ciò che lo spiega di più, e più strutturalmente, sta nella capacità del partito di Bossi di configurarsi, ormai in oltre vent’anni, come la forza politica più organicamente capace di interpretare la nuova composizione sociale  regionale, in particolare la piccola e la media impresa, gli artigiani, moltissimi dei quali di origine contadina e operaia, le nuove figure del lavoro, ma anche quelle “geocomunità” e quel “capitalismo personale” che, secondo gli analisti più attenti (a cominciare da Aldo Bonomi, si veda il suo recentissimo Il rancore. Alle radici del malessere del Nord, edito da Feltrinelli, che rielabora un saggio precedentemente apparso nel recente numero degli Annali della stessa editrice dedicato alla questione settentrionale), rappresentano dimensioni sempre più centrali, nel contesto segnato dalle tensioni e dalle inquietudini, oltre che dalle opportunità, della globalizzazione.

Questa realtà sociale e politica ha, non di rado, aspetti, espressioni e pulsioni che possono giustificare diffidenze e deprecazioni, ma che non può essere ridotta a questo (e neanche al modo, a volte certo “scandaloso”, in cui certi esponenti politici si esprimono). La stessa Casa delle Libertà, oggi Partito della Libertà, che pure ottiene grandi risultati nel Nord, a volte stenta a tenere un rapporto solido con questo mondo e la crescita della Lega in queste elezioni può essere vista anche come l’esito di un voto che, autonomo sulla scheda che pure l’apparentava a Berlusconi (e dunque certamente un “voto utile”, non a rischio di dispersione e inefficacia), consentiva una distinta affermazione sia identitaria che politicamente e programmaticamente specificata.

Un voto utile al cubo, per così dire, agli occhi di quegli elettori: contro questa sinistra e il governo Prodi e tuttavia distinto da un Berlusconi non sempre reputato affidabile, oltre che in favore di una forza radicalmente territoriale e naturalmente post ideologica e per certi aspetti, anche se può sembrare paradossale per un partito, post politica. Ma la fortuna della Lega Nord dipende anche dall’incomprensione viscerale che nei suoi confronti manifesta quasi tutto il ceto politico romano, che volentieri ama dipingerla come gli piacerebbe che fosse e non per quello che davvero è, radicata in queste terre e agli occhi dei suoi abitanti ed elettori. È la stessa incomprensione che circonda la questione settentrionale nel suo insieme. Il tentativo di dissolverla nella più generale questione italiana o di ridurla alle espressioni più grevi e rozze di taluni politici fallisce da troppi anni per non dover insegnare qualcosa almeno oggi, dopo la tempesta elettorale di aprile.

Questo articolo è apparso sui quotidiani del gruppo Repubblica-L’Espresso il 15 aprile 2008.

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone

[Segnaliamo in questa categoria i libri che possono essere scaricati liberamente da Internet grazie alla licenza Creative Commons. Invitiamo lettori ed autori a segnalare al sito le opere letterarie che, oltre ad essere disponibili nelle librerie, possono anche essere scaricate via Internet, per farle conoscere ed arricchire questa categoria del sito]

“Tana per la bambina con i capelli ad ombrellone”
di Monica Viola (ed. Rizzoli 24/7)

versione pdf | sito

“La piccola educazione sentimentale di una bambina sincera e scostumata. Un’apologia del disagio giovanile come solo e insostituibile motore per una formazione decente. Epica frammentaria di pigrizie e crudeltà, alla ricerca di un po’ d’amore, anche poco, anche usato, anche effimero. Un bel personaggio, la Bambina con i Capelli a Ombrellone, tana per lei, fra Flaubert e Woody Allen.” [Lidia Ravera]

Roma, anni Settanta. Epoca di passioni politiche che infiammano, di attentati ed esecuzioni a insanguinare le strade, di giorni intrisi di una tremenda, capillare angoscia collettiva. Fino al sopraggiungere degli anni Ottanta, futili e liberatori, carichi di voglia di leggerezza e di evasione, di musiche di tendenza, di mode irrinunciabili.

A cavallo dei due decenni, la storia interiore di un’infanzia e adolescenza, il racconto di una bambina che, passando attraverso esperienze dolorose e destabilizzanti - ma senza mai rinunciare a rincorrere la felicità -, infine diventa donna.

Cresciuta in una famiglia numerosa, caotica e vecchia maniera, con un padre autoritario, una madre dolcissima, sorelle, fratelli e una nonna rinchiusa nel suo passato di sogno, la Bambina con i Capelli a Ombrellone inciampa nella vita e nelle sue spine più aguzze, subisce lacerazioni traumatiche (le molestie sessuali di due dei fratelli più grandi, la grave malattia della madre), sbanda - ma si reinventa con nuova, sorprendente, trascinante vitalità.

Affronta la scuola con i suoi piccoli grandi insuccessi, le difficoltà degli amori e l’ambiguità del sesso, sa riconoscere la vera amicizia (anche se non sempre sa rispettarla), ma si adegua alle compagnie più diverse, sempre alla ricerca di un po’ di attenzione, di un po’ di affetto, spinta da quella voglia urgente dell’adolescenza di piacere e conquistare e con la necessità profonda e sommersa di un inconsapevole, istintivo costruirsi. Sostenuto però da una grande risorsa: la capacità di cercare negli altri il miracolo dell’accettazione nonostante tutte le proprie traballanti insicurezze, quel miracolo che, unico, potrà aiutarla a “ricucirsi”.

Un romanzo a forma di lungo monologo interiore, che alterna brani di narratività accattivante a momenti di autentico lirismo. Una prosa attenta, scrupolosa, dallo stile sintetico e pregnante e dal linguaggio intensamente evocativo: parole dense e vere per raccontare una storia che, come la protagonista, si appiccica, seduce, non molla.

Il mondo deve sapere che al Flexi c’è lo sconto

Al teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma (via Nazionale 183), fino al 4 maggio è in scena “Il mondo deve sapere” di David Emmer, con Teresa Saponangelo. Lo spettacolo è tratto dal romanzo omonimo di Michela Murgia, pubblicato nel 2006 da ISBN. La libreria Flexi è molto affezionata al romanzo e a (quasi) tutto ciò che ne è derivato. Perciò, se passate a via Clementina 9 la libreria sarà lieta di offrivi il buono gratuito per usufruire della “riduzione Flexi”, pagando così 10 euro invece di 15. Il mondo deve sapere, quindi fate girare la voce.

Autogrill emigrazione

di Christian Raimo (via Nazione Indiana)

Avete presente Pasquale Ametrano? L’emigrato lucano, praticamente muto, che in Bianco, rosso e Verdone torna dalla Germania per votare in Italia e percorre l’intera penisola autostradale, facendo sosta autogrill per autogrill, per mangiare, pisciare, comprare montagne di roba, e a ogni tappa viene derubato di qualcosa: le borchie, l’autoradio, alla fine direttamente la macchina con valigie e tutto? L’iperitaliano Pasquale Ametrano – che si sveglia con il poster gigante di Causio come un altarino davanti al letto e che alla fine del film, vessato e fottuto dai suoi stessi compatrioti, soltanto allora parlerà per mandare a fanculo tutti quanti – proprio lui, così per dire, non potrebbe essere l’elemento-guida per riflettere su quello che l’Italia è stata e non è stata negli ultimi cinquant’anni?

Mi veniva in mente la sua figura andando in libreria e trovando, per caso ma non troppo, accostati nello stesso scaffale dedicato alla storia contemporanea, alla nostra storia contemporanea, alla formazione della nostra identità italiana, due libri speculari, complementari, dialoganti. Uno l’ha scritto (molto bene) Simone Colafranceschi, si intitola Autogrill. Una storia italiana e l’ha edito Il Mulino; l’altro l’ha scritto (molto bene) Michele Colucci, s’intitola Lavoro in movimento. L’emigrazione italiana in Europa 1945-57 e l’ha edito Donzelli; e si può notare facilmente come già dalle copertine questi due studi si parlino tra loro. Su Autogrill c’è un particolare di un depliant pubblicitario a colori: una meravigliosa, sorridentissima famiglia in spider – padre, madre, un solo figlio – che ci saluta dal grande parcheggio vuoto sotto il primo (fondativo) autogrill Pavesi, quello di Novara; mentre Lavoro in movimento esibisce invece una foto in bianco e nero di un treno in partenza dalla stazione di Milano, stipato di emigranti. E se uno dovesse prendere questi due ritratti come le approssimazioni di quello che c’è dentro, non sbaglierebbe a pensare che i macrofenomeni che Colafranceschi e Colucci descrivono, sono – come si rendono ben conto – due storie, due storie assai diverse, dell’Italia moderna, del suo sviluppo, e di quello che siamo oggi. Perché una è la storia di una vittoria, l’altra di una sconfitta.

Da una parte, l’autogrill è effettivamente un simbolo che ha vinto, il pioniere dei non-luoghi, della socialità moderna, la rappresentazione perfetta del modello di progresso che ha attraversato l’Italia contemporanea. Il culto dell’America, il trasporto su auto, la famiglia nucleare, il mito della piccola industria del Nord che – con un po’ di aiuti di Stato – riesce a diventare grande: e soprattutto i consumi. Un’identità moderna, in cui l’immagine fa da volano alla realtà, che per essere veramente moderna dev’essere fondata sui consumi. Progettualmente: come si legge nelle linee guida di quelle aziende che per più di mezzo secolo sono state coinvolte nella creazione degli autogrill, dalla Pavesi alla Motta all’Eni alla Società Autostrade. E strutturalmente: “Tra il 1955 e il 1970”, scrive Colafranceschi, “si consumeranno [sic] quasi 25 milioni di spostamenti di residenza da un comune all’altro. […] Una molteplicità di esodi che, a differenza dell’emigrazione diretta fuori dai confini nazionali, non avviene nel segno di una conservazione del proprio bagaglio identitario, ma si accompagna spesso alla ricerca di una nuova cittadinanza urbana, plasmando nuove identità collettive sotto il segno di un passaggio «dall’etica della produzione all’etica dei consumi»”.

Nel giro di un decennio, quello analizzato invece in Lavoro in movimento, si vede progressivamente sfumare l’idea che si possa formare un’identità italiana a partire dal rigetto delle politiche sociali fasciste, e dall’impulso dato delle esperienze collettive della Resistenza e della Costituzione. Non fu questo a unire l’Italia. Ma, ci tiene a dire Colucci con l’occhio privilegiato sulla faccia oscura del progresso, questo non fu nemmeno un processo casuale: perché, appunto, la storia non è fatta solo di dinamiche sociali, economiche, antropologiche. Fu piuttosto il risultato di scelte, di una politica – dei governi, con responsabilità individuali precise – che fu assente, o volle altro.
La vicenda che viene ricostruita dell’emigrazione italiana in Europa è una parentesi malinconica: Colucci anatomizza bene questa miopia politica dei governi del tempo, capaci d’inventarsi solo una rabberciata “soluzione emigrazione” rispetto all’emergenza disoccupazione, senza poi saperne gestire i costi umani. A fronte di idee isolate sull’emigrazione come aspetto di una cultura pacifista e cosmopolita, come fu la posizione – che viene meritoriamente ricordata – dell’azionista Riccardo Bauer (“Occorre che l’arruolamento dei lavoratori per l’estero avvenga con metodo, con assoluta garanzia di onestà, cessi cioè l’Italia di essere pingue campo d’affari per negrieri d’ogni risma”), la realtà deprimente fu quella di una massa di lavoratori mandati allo sbando con i miti falsi di un’emancipazione attraverso lavori durissimi - e appunto, non a caso, il fenomeno migratorio ebbe un crollo dopo la strage di Marcinelle.
Ma soprattutto Lavoro in movimento illumina un altro carattere deteriore, l’altra faccia della medaglia non solo della storia di cinquant’anni fa, ma dello sviluppo moderno. Questo è l’esito più desolante: alla mancata costituzione di una possibile identità europea si accompagnò la creazione di un modello sociale di sfruttamento tuttora utilizzabile e utilizzato. Un modello pensato e gestito da quei governi che nel dopoguerra crearono con l’emigrazione dal Sud Europa il precedente di uno stato di eccezione, stabilendo accordi bilaterali che nei fatti toglievano agli emigrati tutti i diritti se non quello di fornire manodopera. Un precedente, ci tiene a sottolineare Colucci citando Agamben, che sarà seminale per l’attuale “Fortezza Europa”, una realtà un po’ diversa da quell’idea europea di un Mazzini, così stracitato nelle varie discussioni sull’emigrazione negli anni ’50.

Il panorama che viene fuori dal libro di Colucci è in definitiva disarmante: l’emigrazione è un’esperienza rimossa che ha prodotto un deserto ideale, un non-luogo politico. Ma anche l’esito del libro di Colafranceschi, dove appunto si dovrebbe raccontare la storia vincente dello sviluppo italiano non è così entusiasmante, se proprio l’autore decide di chiudere citando questo Massimo Ilardi: “L’autogrill è lo spazio di vita di milioni di persone che lo attraversano. Qui la metropoli viene risolta senza residui con l’annientamento della sfera pubblica. Qui l’ordine della città viene sconvolto insieme a qualsiasi forma di vita ideale e progettata dall’esterno. […] Qui, infine, come in tutti i territori dell’attraversamento, l’attrattiva principale è l’anomia, è la sospensione della legalità. […] È il fascino del deserto descritto da Baudrillard, è la potenza dell’estensione pura, è la forza dell’incultura”.
Fa sempre un po’ male capire che per sentirci liberi dobbiamo fare a meno della nostra civiltà, e come Pasquale Ametrano, sfogarci al massimo con un vaffanculo.

Stella del mattino

Giovedì 12 giugno 2008 ore 20.30
Monica Mazzitelli e Wu Ming 4 presentano
“Stella del mattino” di Wu Ming 4 (Einaudi, 2008)

Libreria Flexi - via Clementina 9 Roma

Oxford, 1919. Il Primo conflitto mondiale è appena terminato e una schiera di giovani reduci torna sui banchi universitari. Le ombre dei compagni morti popolano le loro notti e la routine accademica non ha risposte da offrire all’orrore vissuto al fronte.
Da un giorno all’altro l’austera quiete dei college è turbata dall’arrivo di T. E. Lawrence, il leggendario «Lawrence d’Arabia». Partito da Oxford come archeologo e divenuto ispiratore della rivolta araba contro i turchi, l’uomo d’azione ha ora un nuovo incarico: scrivere il memoriale della propria impresa. Mentre i ricordi prendono vita, la saga di «Lord Dinamite» si alterna alle vicende di tre sopravvissuti al massacro.

(more…)

Nowtopia

Giovedì 29 maggio ore 20
incontro con Chris Carlsson
autore di “Nowtopia. How Pirate Programmers, Outlaw Bicyclists, and Vacant-lot Gardeners are Inventing the Future Today” (AK Press, 2008)
Portate una piantina.

Volete cambiare il mondo e non sapete come farlo perché metropoli vi schiaccia? Niente paura, parlatene giovedì 29 maggio alla libreria Flexi con Chris Carlsson, che sarà a Roma per la Critical Mass intergalattica. Carlsson è stato il fondatore della Critical Mass di San Francisco, la prima al mondo, ed uno dei redattori della rivista californiana Processed World, che per prima raccontò i conflitti emergenti nell’economia dell’informazione della Silicon Valley, la culla dell’informatica. “Nowtopia” è il suo ultimo saggio, e racconta come i pirati dell’informatica, i ciclisti urbani e i guerriglieri del verde metropolitano stiano inventando un futuro diverso. Portate una piantina selvatica o del vostro giardino: dopo la chiacchiera con Carlsson, riqualificheremo Piazza degli Zingari senza pogrom. Yes, we can.

> Leggi l’intervista a Chris Carlsson su Alias

Voci dal Cile

Giovedì 22 maggio ore 20
incontro con Carlotta Venturi
autrice di Voci dal Cile
Ibiskos Editrice Risolo, 2008

Lavorare uccide

Domenica 18 maggio ore 20
incontro con Marco Rovelli
autore di “Lavorare uccide” (Rizzoli, 2008)
con un intervento del Comitato contro le morti sul lavoro,
Proiezione di “Stasera torno prima”
di L. de Rienzo, musica di M. Nava
in favore dell’Ass. Naz. Mutilati e Invalidi del Lavoro
e “Contromano”x (Br/It, 15′, 2004)
di C. Mereghetti e E. Pandimiglio.
Saranno presenti gli autori

Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. “Morti bianche”, senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto. Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non è fatta. Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.

Siamo a Roma, in via Clementina 9 al rione Monti.
Aperto da mercoledì a domenica dalle 18 alle 24.
Il venerdì e il sabato fino all'una. Chiuso il lunedì e il martedì.
06 489 132 54 - info@libreriaflexi.it
Come arrivare e informazioni sulla ZTL del Rione Monti.

Newsletter

Per ricevere le notizie sulla libreria Flexi via email.
La tua email:  

Flexi RSS

Iscriviti ai feed del nostro sito: Eventi | Articoli | Commenti
Cerca nel sito: