Sabato 30 aprile alle 18.00 si riunisce il gruppo di lettura “Amarganta”.
Si parlerà del romanzo L’ultimo libro di Zoran Zivkovic (ed. Tea 2010).
Durante questa riunione stabiliremo anche la data dell’incontro sul Risorgimento, vi ricordo comunque che l’incontro sarà uno scambio di impressioni su questa lista di libri tra cui ognuno può scegliere quale leggere. Ecco la bibliografia “risorgimentale”:
Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
I Vicerè di Federico De Roberto
Il resto di niente di Enzo Striano
Garibaldi. Una grande vita in breve di Danis Mack Smith
Il Risorgimento italiano di Alberto Mario Banti
Il libro che abbiamo scelto da leggere per il mese di maggio è Settanta acrilico trenta lana di Viola Di Grado, (Edizioni e/o 2011).
Di seguito trovate la lista di libri proposti da votare durante la riunione del gruppo.
Libri proposti il 19 marzo, da votare durante la riunione del 30 aprile:
1. – Gli intervistatori di Fabio Viola
edizione: Ponte alle Grazie 2010
pagine: 192
prezzo: 15€
Uomini invisibili dalle voci metalliche rapiscono italiani qualunque per sottoporli a uno strano processo: c’è chi vede un filmato in cui muore, chi le prove delle proprie relazioni clandestine, chi immagini del proprio posto di lavoro o dell’intimità familiare. Gli intervistatori sanno ogni cosa eppure hanno comunque molto da domandare, sgangherati e crudeli giudicano e condannano tutti: è il giudizio universale di un’Italia di palestre e baretti, parcheggi a pagamento e case di vecchie zie con il televisore sempre acceso, un’Italia volgare e individualista, nervosa e disperata.
Gli intervistatori arrivano da un vuoto inconoscibile di ministeri e servizi deviati: uccidono o fanno perdere il senno o mettono in fuga per le strade di un centro-sud metafisico e attualissimo, dove la memoria è sostituita dai souvenir dell’autogrill, le strade non portano da nessuna parte, non c’è sentimento di fraternità né forse possibilità di riscatto. Solo Ivano, malcapitato finanziere di Frosinone, tenterà di fuggire, di resistere a questo complotto escatologico: un «complotto che sembrava mirare a un generico controllo/smantellamento di tutto».
2. – La grammatica della fantasia di Gianni Rodari
edizione: Einaudi 2010
pagine: 195
prezzo: 12,50€
‘Quello che io sto facendo è di ricercare le “costanti” dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione, per renderne l’uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l’abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti’. Da questa ricerca, che Gianni Rodari ha condotto per molti anni, è nata questa Grammatica della fantasia, una proposta concreta che intende rivendicare all’immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno. Attraverso le più svariate tecniche dell’invenzione, Rodari ci offre con questo suo libro non un ‘Artusi delle favole’ ma un efficace ed utile strumento ‘a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola’.
3. – La cura di Andrés Beltrami
edizione: Fandango 2011
pagine: 198
prezzo: 16€
In una casa sul mare, una giovane donna, schiva e solitaria, assiste il padre malato con la stessa devozione che riserva ai suoi fiori, confinati al caldo, in una serra. Tra quelle alte mura, avamposto di una terra chiusa e inospitale, c’è solo silenzio, un lento rincorrersi di gesti che si ripetono uguali da anni, da quando suo padre è immobilizzato in un letto.
Una notte un uomo che sa di vento e di sale forza l’immota tranquillità di quella casa, spingendosi al di là del cancello, oltre il recinto che separa e che allontana, ma il cane, che è il custode di quel regno, lo aggredisce ferendolo a un fianco. È straniero, parla una lingua sconosciuta, ha sul corpo i segni di un lungo viaggio e negli occhi l’ombra di un passato doloroso. Da quando, da qualche giorno, una misteriosa nave color petrolio è approdata nel porto, a ostruire l’orizzonte, la giovane donna non pensa ad altro che a partire. Aprire la porta a quell’uomo indifeso, spaventato, bisognoso delle stesse cure di cui suo padre non può più fare a meno, farlo entrare senza chiedersi perché, rappresenta la sua grande occasione. Lei vorrebbe una vita altrove, lui nasconde una storia.
La cura è il romanzo di un amore fatto di silenzi, che vive di gesti, perché se non c’è una lingua da condividere, le parole si fanno deboli, fragili, inconsistenti. È il racconto di una guarigione che attraversa il corpo per arrivare fino all’anima. È la storia della fuga di chi è costretto a partire, della voce di chi si ritrova a cercare, e di porte che si aprono e non si chiudono.
Quella nave è come te. Non si sa perché sei venuto e non si sa perché te ne andrai.
