I giorni della Rotonda
Silvia Ballestra, I giorni della Rotonda (Rizzoli, 2009).
Silvia Ballestra racconta la transizione ‘70-’80 vista da S. Benedetto del Tronto, provincia di Ascoli Piceno. La presunta gerarchia tra metropoli e provincia in Italia non ha mai significato molto. Un po’ perché a Roma, Milano o Napoli non si respira certo un clima cosmopolita (figuriamoci ad Ascoli). E un po’ perché in provincia ricchi e poveri frequentano le stesse piazzette, parlano la stessa lingua, e la “società liquida” in realtà c’è sempre stata. È più difficile vestirsi da punk, a S. Benedetto, perché i vestiti devi comprarli fuori città; ma è più facile esserlo, perché per disturbare la quiete pubblica non devi prima evadere dal tuo ghetto, dove non disturberesti nessuno: basta vomitare nel giardino del vicino.
Silvia Ballestra aveva esordito narrando la bohème dei fuorisede abruzzesi a Bologna, più provinciale di quanto creste, anfibi, torri, spille e vinili riuscissero a far credere. Ora fa l’operazione inversa. Volete capire un decennio, anzi due? Non c’è bisogno di San Francisco, basta San Benedetto del Tronto, anzi una rotatoria in cui è successo tutto, dalle lotte sociali all’eroina. E o c’eri o non c’eri: mica come a Roma o a Milano che le cose le fanno in tre e le raccontano in tremila. Tanto, chi ti conosce.