La strada
di Andrea Capocci
È la storia di un uomo che attraversa l’America post-subprime a piedi, con un carrello della spesa rubato e un figlio.
Però è domenica, i negozi sono chiusi e in giro si trova solo qualche scatoletta scaduta. Che ci fai allora con la tessera punti? Meglio una pistola, caso mai incontrassi qualche altro cliente affamato. Ma pure con il carrello non ci fai tanto, perché quando ti capita di trovare la Simmenthal hai così tanta fame che te la mangi al volo. Il carrello allora ti conviene restituirlo e intascare la monetina. Poi, però, a forza di mangiare schifezze e fare campeggio libero, ti senti male e tuo figlio viene affidato a una parrocchia. Se ho capito bene, “La strada” di C. McCarthy parla di questo. Il fatto è che il libro l’ho letto in inglese, nell’edizione Picador. Cioè, è inglese, quello, giusto?