Pastorale americana
Zuckermann, l’alter ego di Philip Roth, è contattato da un suo compagno di scuola dei tempi del liceo: lo svedese. Lo svedese (Seymour Levov) era un mito per lo scrittore, fortissimo in tutti gli sport, ma anche persona umile e umanamente corretta.
Lo svedese muore di lì a poco e Zuckermann non può fare a meno di ricostruire, scrivendola, la vita e i problemi di Seymour Levov.
“Pastorale americana” è un romanzo incredibilmente denso, una storia sul terrorismo, sul rapporto fra generazioni, sugli anni sessanta e settanta, sulla ristrutturazione industriale (in particolare contiene un vero e proprio trattato sulla lavorazione del cuoio), ma soprattutto è un saggio sugli Stati Uniti d’America.
Leggendo questo libro ci si immerge nella storia del Novecento e non se ne esce fuori finché non lo si finisce, e anche dopo.
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