Insegnare oggi dev’essere difficile. Come probabilmente sempre è stato difficile, insegnare. Soprattutto se si è agli inizi, pieni di timori di sbagliare e di timidi entusiasmi per la novità.
Silvia Dai Pra’ racconta il suo primo anno da professoressa (o, meglio, pressore’), in un istituto tecnico di Ostia, fra scarafaggi e tatuaggi, alla continua ricerca di un senso e sempre con la capacità di mettersi in discussione.
Un ottimo spaccato nel nostro tempo, nelle contraddizioni sociali e politiche di un microcosmo che, pur non “esemplare” sa essere interessante più le pagine (e l’anno scolastico) vanno avanti e scorrono. Ben scritto.
