Un metro d’inferno
La metropolitana della Linea A di Roma. Meglio: la metro A, da Battistini ad Anagnina, “che toglie i peccati del mondo”, giù, nell’inferno di una estate bollente. Ecco i 33 “canti” del gruppo de iQuindici, lettori in rete illuminati dalla saggezza “senza nome” della post-blissettiana WuMingFoundation. Brevi racconti, alcuni quasi flash, altri divertissement, raccolti da Monica Mazzitelli in “Tutti giù all’inferno. Anagnina che toglie i peccati del mondo”, Giulio Perrone editore, 10 €, 160 pp.
Ci si lascia trasportare come nelle nere gallerie del caos di piazza di Spagna, tra camicette sintetiche con aloni di sudore sotto le ascelle, spartiti di future cantanti in cerca di audizione e benedizione da Santa Cecilia, sguardi persi nel vuoto di ventennali impiegati statali, un puzzolente insurrezionalista mentre squadra quel che diparte dai tacchi a spillo della “fascia pariola”, aspiranti mosche su un parabrezza.
E c’è anche l’immancabile matto di turno, presenza familiare nella metro, come nei bus e nelle strade di Roma: il Caronte occhidibra’ che finisce per assolverci.
“Andate e non peccate più. Andate, peccherete ancora”.
Noi saliamo sul prossimo vagone, riconoscendoci in una tra le mille singolarità che attraversano questa visionaria raccolta del nostro bestiario da metro A Battistini-Anagnina, che (non) toglie i peccati di Roma.
Per approfondire
- Il sito internet del libro: www.metroinferno.info
- della curatrice: www.monicamazzitelli.net
- de iQuindici: www.iquindici.org
- Tra gli amorevoli matti romani, in giro per la capitale a margine della metro A e poi nell’infosfera, Gabriella-vai nitrato, operaio!!, un’istituzione di Roma centro-Flaminio-Cassia: http://www.youtube.com/watch?v=GrZQ8aYFaB4
Un Commento per “Un metro d’inferno”
da frenk il Jun 19, 2009 | Rispondi
gli europei avranno decine e decine di impianti nucleari e bene o male con i proventi dell’energia nucleare sono riusciti in venti anni a trattennere la radiattivita delle scorie con una pellicola protettiva ma se hanno intenzione di sbarazzarsene e portarle in italia da dove arriveranno i soldi per mettere questa benedetta pellicola protettiva per non fare uscire la radiattivita appena si deteriora la pellicola precedente ?
se noi pensiamo che in bielorussia una piccola centrale ha procurato immensi danni ci domandiamo le scorie di tutta europa appena si deteriora nel giro di due anni cosa succedera per Napoli e Roma e soprattutto che succedera alla catena alimentare contaminata .
io pensavo di utilizzare i funghi per demolire la radiattivita .